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Ultimo a Tor Vergata, la sparata al veleno di Repubblica: "Cosa deve fare la sinistra con lui?"

di Lorenzo Cafarchiodomenica 5 luglio 2026
Ultimo a Tor Vergata, la sparata al veleno di Repubblica: "Cosa deve fare la sinistra con lui?"

2' di lettura

Ascoltare Ultimo. Anzi non ascoltarlo proprio. Siamo nel 2019, il cantante capitolino oggi 30enne, e Sanremo è finito tra le mani di Mahmood col brano Soldi. Nel mentre il cantante di San Basilio, periferia romana fuori dal sacro GRA - il grande raccordo anulare - arrivato secondo imbraccia il suo personale corpo a corpo coi giornalisti. «Voi avete questa settimana per sentirvi importanti e avete rotto il cazzo». Pausa. «La mia vittoria prosegue - sarà dopo il Festival di Sanremo, i live, la gente che si riconosce in quello che scrivo». Chiusura. «Io non ce l’ho con nessuno. Semplicemente sono amareggiato». Perdere fa rosicare e Niccolò Moriconi, ecco il vero nome di Ultimo, quella volta ha rosicato. Umano, troppo umano.

Più di qualcuno si è legato al dito quelle parole e ha smesso di giudicarlo per i numeri prodotti. Ovvero? 86 dischi di platino e 19 dischi d’oro. Su Spotify, invece, ha più di tre milioni di ascoltatori mensili, tutta Roma e oltre. Ma i record non finiscono qui. In tre ore ha venduto 250mila biglietti per il concerto che si è tenuto ieri a Tor Vergata. San Basilio dista 17 chilometri, un soffio.

FAMA

Batti e ribatti arrivano i detrattori come Stefano Cappellini su Repubblica. «C’è ancora qualcuno che non abbia una storia di riscatto da raccontare e rivendicare? Tutti underdog», così l’ex direttore del Riformista. «Da molti anni il quartiere ha la fama della Scampia romana - San Basilio di cui Ultimo è originario, ndr - per via dello spaccio ma, ovviamente, ci vive tanta gente perbene».

Premessa per dirci che il cantante «non viene da una famiglia disagiata: il padre ingegnere civile, la mamma impiegata». Siamo dentro Le vite degli altri. Le stilettate avanzano. Per commentare i fatti di Sanremo 2019 Cappellini dice che «a stare nel quartiere ci vuole fottuta personalità, ma pure a stare in conferenza stampa» al Festival. C’è ancora fiato nella tastiera. «Se vieni da San Basilio, e sei molto tatuato, e parli con la cadenza dialettale strascicata, puoi dire di venire dalla strada anche se le biografie ufficiali dicono che studiavi al conservatorio di Santa Cecilia già a otto anni».

Qui, caro Ultimo, vogliono vedere il patentino dell’università della strada. Per non parlare di quando Goffredo Bettini ha detto che la sinistra deve ripartire dall’autore di Peter Pan. «Non ho mai ben capito cosa avrebbe dovuto fare la sinistra - aggiunge Cappellini - per avvicinarsi a Ultimo. Una recensione su Rinascita? Un convegno al teatro Eliseo? Un endorsement di Furfaro?».

Trattarlo come nella pellicola Fight club «Sei troppo biondo» - non è la migliore delle idee per raccontare il musicista italiano che ha registrato il maggior numero di biglietti venduti per un concerto (quello di ieri sera). Servirebbe quantomeno ascoltarlo per capire come ha fatto a diventare un’icona, riconosciuta dalla gente, per la sua generazione.