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Vittorio Sgarbi, Casarini e i soldi dalla Cei alla Ong: "Intercettazioni gravissime"

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Il caso Luca Casarini infiamma il dibattito nello studio di Nicola Porro a Quarta Repubblica, su Rete 4, nella puntata del 4 dicembre. In studio c'è Vittorio Sgarbi, che attacca il capo missione della Mare Jonio della ong Mediterranea Saving Humans. "Conosco bene Casarini e mi è sempre sembrato legato ai centri sociali in modo violento, è avverso a ogni regola", affonda il sottosegretario. "Questa inchiesta è basata su intercettazioni che dicono cose gravi", rincara Sgarbi. 

Nel salotto di Porro c'è anche la storica e giornalista Lucetta Scaraffia: "Intorno ai migranti girano soldi e disonestà a palate", osserva. "Le diocesi non fanno cose se la Cei non glielo permette. Fa bene l’istituzione ecclesiastica a sporcarsi le mani con persone che non conosce?", si chiede la Scaraffia. La verità, prosegue, è che "avrebbero dovuto controllare meglio la destinazione dei soldi e le persone a cui venivano dati. Molte persone sono rimaste scosse dalla presenza di Casarini nel Sinodo". E conclude: "A noi interessa sapere come sono stati spesi i soldi. Non possiamo sapere se Casarini abbia avuto una reale conversione".

 

 

Del resto il caso Casarini è esploso dopo l'inchiesta della Procura di Ragusa che lo indaga - insieme ad altre 5 persone - per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e violazione del codice della navigazione. Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio e il gip si esprimerà domani 6 dicembre. Il diretto interessato respinge le accuse e nega la relazione tra Mediterranea e l'uso delle donazioni ricevute da parte della Chiesa, come agli atti dell'indagine. Casarini viene descritto come "destinatario di 6 mila euro di emolumenti mensili" che, ammette, "gli ha permesso di pagare l'affitto di casa e la separazione senza andare a lavorare in un bar". "Tutto falso", ribatte Casarini che minaccia querele. 

 

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