Chiamiamola provocazione, o fuoco d’artificio in una delle prime notti d’estate, di quelle dove si boccheggia. E c’è da dire che Italo Bocchino ha un talento vero nel “togliere il fiato” ai soloni e ai professoroni di sinistra che affollano i talk televisivi a ogni ora del giorno, soprattutto su La7. Sono proprio quelle occasioni alla “solo contro tutti”, in trasferta, a esaltare il direttore editoriale del Secolo d’Italia, a offrirgli la sponda per qualche bordata da fuori area sotto l’incrocio come quella andata a segno qualche sera fa a In Onda: «Candidiamo Giorgia Meloni al premio Nobel per l’economia».
Boom, e tutti a casa. Nello studio del talk estivo condotto anche quest’anno da Marianna Aprile e Luca Telese, che hanno preso il posto della vacanziera Lilli Gruber, si parla dei risultati ottenuti dal governo sul piano economico. Come sempre in questi casi anche i dati oggettivi, come quelli dell’Istat, vengono letti in modo diametralmente opposto dagli osservatori.
Questione, diciamo così, di posizionamento geopolitico. In collegamento c’è Elsa Fornero e l’ex ministra del Welfare nel governo di Mario Monti e sempre molto severa con il centrodestra, non risparmia critiche all’esecutivo. Telese concorda con la sua interpretazione: «Da un lato c’è la narrazione e poi ci sono i fatti e i numeri che dicono che l’economia non gode di assoluta vitalità», spiega il padrone di casa cedendo la parola a Bocchino, che lo contraddice alla velocità della luce: «I dati Istat vanno letti bene, io leggo dati positivi. La disponibilità economica delle famiglie è aumentata dell’1,8%, il potere d’acquisto è aumentato dello 0,9% e questo è dovuto a due scelte del governo: l’aumento del cuneo fiscale e gli sgravi per favorire l’occupazione, con il rinnovo dei contratti collettivi abbandonati da anni, dall’altro».
«Il dato dell'inflazione voi lo leggete come un dato negativo ma vi ricordo che quando Draghi passò la campanella a Meloni era all’11,7% rispetto all’anno precedente. Ogni anno aumenta rispetto all’anno precedente- sottolinea l’ex parlamentare di An, rintuzzando le obiezioni di Telese-, è a +1,7% e gli economisti dicono che dovrebbe essere correttamente intorno al 2%, perché se si ferma del tutto si va alla deflazione e si bloccano i consumi. L’inflazione quando governava il centrosinistra era all’11,7%, adesso siamo all’1,7%... Direi che possiamo candidare la Meloni al premio Nobel per l’economia». «In questo periodo vanno fortissimo», chiude la questione la Aprile con un sorriso tra lo stranito e l’imbarazzato.