Il filosofo catastrofista è tornato. Massimo Cacciari, ospite di Lilli Gruber in collegamento con Otto e mezzo su La7 mostra il suo volto più cupo e pessimista. Innanzitutto, sul tema sicurezza?
"La sicurezza va impostata in modo serio. Per esempio: sulla questione famosa e drammatica dei femminicidi cos'è? Aumentando le pene riduci questo fenomeno culturalmente complesso e straordinariamente grave? Lo affronti con altri argomenti ovviamente, e così per ogni altra forma di reato ci possono essere degli strumenti alternativi alla pena. Questa è cultura giuridica normale, era diventata cultura giuridica normale in questo benedetto Occidente. E la reazione di destra, l'ondata di destra che ci sta travolgendo sta mandando a putt***e anche questi elementi, questi fattori elementari di cultura giuridica che si era affermata in Occidente e anche negli Stati Uniti fino a Trump".
Altro tema, la privacy. "E' uno dei fondamenti del diritto civile e di uno stato di diritto ma - sottolinea Cacciari sempre più tetro in volto - non esiste più, non esiste più. Siamo una società di individui sorvegliati, controllati, inseguiti, al costante lavoro per interessi privati dalla mattina alla sera, ogni biglietto che facciamo, ogni telefonata che facciamo. Un colossale problema di civilità su cui la politica tace, è totalmente assente".
"Perché?", prova a interromperlo la Gruber. Ma Cacciari ormai è un fiume in piena. "Quando su una persona come il sottoscritto impunemente un giorno sì e l'altro anche possono essere pubblicate su Facebook notizie false e foto taroccate, ma di che privacy parliamo? Chiaro che il Garante della privacy va sbaraccato ma questo non toglie il problema di uno stato di diritto".
Massimo Cacciari a Otto e mezzo, guarda qui il video di La7




