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Propaganda Live, Diego Bianchi in delirio per le toghe rosse: lo show su La7

di Claudio Brigliadorigiovedì 26 marzo 2026
Propaganda Live, Diego Bianchi in delirio per le toghe rosse: lo show su La7

2' di lettura

Afflato bucolico, endecasillabi, lirismo. Propaganda Live si piazza al lunedì sera su La7, in versione “speciale-referendum giustizia”, e il pubblico di sinistra, particolarmente esaltato, apprezza: 1 milione e 357mila spettatori e 9.8% di share, terzo programma più visto della prima serata.

Diego Bianchi in arte Zoro e i suoi ospiti, da Paolo Celata a Francesca Schianchi, sono tutti particolarmente su di giri. La cronaca politica sembra lasciare spazio alle trombette. Filippo Ceccarelli, firma di Repubblica, chiede di far rivedere il video con cui la premier Giorgia Meloni ha commentato la sconfitta del Sì. «C’è un dettaglio gentile, per una volta, che sfugge al controllo della cronaca politica ufficiale e che fa da colonna sonora al video di Giorgia Meloni, bucolico, la premier tra le fronde - sottolinea -. Ed è il canto melodioso di un merlo in amore».

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«Però non è bello che la premier parla e tu senti gli uccelletti. Se uno si concentra sul cinguettio non sente più lei», finge di indignarsi Zoro. «Va avanti per tutto il video. Ora, da sempre i volatili sono portatori di messaggi, presagi». Il pubblico se la ride, Zoro e Ceccarelli sfoderano un sorrisetto sotto i baffi, malizioso. Un darsi di gomito virtuale. «Mi raccomando...», finge di placare le volgarità imminenti il signor Bianchi.

«Il merlo in particolare è messaggero di transizione, di cambiamento: dal giorno alla notte, dal silenzio al rumore, dalla stabilità al movimento. Nell’alluvione di commenti che sono girati da oggi pomeriggio, io mi permetterei di menzionare un proverbio di chiara interpretazione meteo-politica: “Quando canta il merlo siamo fuori dall'inverno”. Ora, è più che un incidente o una battuta d'arresto questa per il governo Meloni, come si è cercata di edulcorarla in vano. Per quanto invisibile, il merlo del video, in biologia Turdus merula referendaria, al femminile, si chiama proprio così, indica che un ciclo si è esaurito e non si torna più indietro».

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Lo studio mormora, inizia a sobbollire. «Io per strafare mi prendo anche il lusso di richiamare un endecasillabo di Petrarca, dal Canzoniere: e già di là dal rio passato è il merlo, laddove il rio è il fiume impetuoso del potere. Non si torna più indietro». E giù altre risate: è proprio la sera del dì di festa.