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Hantavirus, la bordata di Mauro Corona contro i virologi

di Roberto Tortoramercoledì 13 maggio 2026
Hantavirus, la bordata di Mauro Corona contro i virologi

2' di lettura

Il caso Hantavirus, esploso nelle ultime settimane, dalla Patagonia ha portato i suoi contagi anche in Europa. Il focolaio è diventato internazionale quando alcuni passeggeri sono sbarcati a Sant’Elena e rientrati nei rispettivi Paesi. L’Oms ha chiarito che il rischio globale resta basso e che “non è un nuovo Covid”, ma ha chiesto ai Paesi di prepararsi a possibili nuovi casi per via dell’incubazione molto lunga del virus, che può arrivare fino a sei settimane. Se ne parla anche a È Sempre Cartabianca, il salotto di dibattito e d’approfondimento di Rete 4, condotto da Bianca Berlinguer.

L’ospite fisso, l’alpinista e scrittore Mauro Corona, non nasconde il timore di un nuovo periodo restrittivo: “Non mi preoccupa il caso in sè, però bisogna aspettare come evolve la situazione. Mi preoccupa che venga coinvolta altra gente e che possa morire, come già successo, mi angoscia l'idea di tornare di nuovo con i virologi, infettivologi e pneumologi in giro, avere le mascherine, mi inquieta”.

Antonella Viola, biologa e divulgatrice scientifica, chiarisce: “Bisogna fare molta attenzione con la comunicazione, perché è vero che c'è grande attenzione dal punto di vista scientifico e dell'OMS, le persone però sono spaventate anche in Italia. Si pensa che abbiamo già quattro casi, ma non sono ancora verificati. C'è chi mi scrive per chiedermi se dobbiamo mettere di nuovo le mascherine, se bisogna rinunciare alle vacanze etc.. Non siamo in questa situazione, è importante che lo diciamo agli italiani”.

Spiega il caso, infine, anche l’infettivologo Matteo Bassetti che punta il dito contro il capitano della nave da spedizione MV Hondius: “Se non fossimo tutti preoccupati, evidentemente, l'esercito inglese non paracaduterebbe dei medici e delle attrezzature sanitarie in un'isola, quindi secondo me dobbiamo porre grandissima attenzione al tutto. Quando qualcuno oggi dice ‘ma non dovremmo fare tutto questo’… e come no, lo dobbiamo fare! Probabilmente abbiamo commesso una serie di errori, nuovamente, perché quella nave ha avuto un problema, mi spiace per il capitano, ma non esiste che, quando tu hai due morti che vivevano nella stessa cabina, non ti accorgi che possono avere una malattia infettiva, per cui in quel momento il medico di bordo avrebbe dovuto immediatamente lanciare un allarme che c'era una potenziale malattia infettiva contagiosa e in quel momento la nave andava messa in quarantena e non andava fatto scendere nessuno dalla nave”.

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