Una seduta psicoanalitica in diretta. Di quelle pesanti, pure. A 4 di Sera, su Rete 4, nel giro di pochi minuti Paolo Del Debbio spiattella in faccia ai leader del centrosinistra tutti gli errori commessi alle elezioni amministrative dello scorso weekend. Un campo largo letteralmente affondato in laguna.
In collegamento c’è Angelo Bonelli, che guida Alleanza Verdi e Sinistra insieme a Nicola Fratoianni. Il suo imbarazzo è evidente. «Queste amministrative indicano una cosa - premette -. Su Venezia c’è stato un errore di valutazione nel rapporto della struttura sociale della città. Non è un caso e forse andrà nei record che la lista civica del candidato sindaco che ha vinto ha preso il 31%, che indica una sorta di trasversalità.
Alcune città hanno una loro storia, una struttura sociale ed economica, bisognava considerare di più questo elemento. Da una parte c’era un candidato civico, uno scout, un cattolico. Dall’altra parte un esponente di partito, persona perbene e preparata ma a Venezia dobbiamo misurarci con il dato del civismo». Insomma, Elly Schlein ha sbagliato il candidato, spingendo per l'esponente dem Andrea Martella. Secondo molti sondaggisti “d’area”, forse confondendo il voto con le polemiche su Biennale e Fenice, davano il grigio senatore in netto vantaggio. Una vittoria sicura, o giù di lì. «Quelli che ampiamente la annunciavano erano ampiamente idioti», taglia corto Massimo Cacciari, intervistato.
«Non c’era nessuna ragione per pensare a una facile vittoria - sottolinea il filosofo, che di Venezia è stato sindaco proprio per il centrosinistra -. Le proporzioni della sconfitta sono eccezionali, ma era assolutamente possibile perché il candidato di centrodestra era giovane, molto attivo, non aveva lavorato male ed era molto conosciuto in città». Martella invece è «un vecchio politico, pochissimo conosciuto, uno di quei politici di allevamento». Certo, Schlein «è la persona necessaria per gestire la prossima campagna elettorale ma non è sufficiente. Deve creare un campo largo che non sia solo sulla carta, con idee, strategie, che dica cosa fare in politica estera e fiscale. E deve creare un gruppo dirigente, cosa che ancora non ha fatto, che non sia l’accozzaglia dei vecchi feudatari». Auguri.




