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Trump? Se lo dice Mirella Serri c'è da fidarsi (o no?)

La surreale presa di posizione della giornalista dopo gli insulti del tycoon a Meloni: ecco come si supera pur di dar contro a Giorgia Meloni
di Claudio Brigliadorisabato 20 giugno 2026
Trump? Se lo dice Mirella Serri c'è da fidarsi (o no?)

2' di lettura

Almeno un insegnamento, il grottesco attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni dopo il G7 di Evian, forse lo fornisce. La sinistra italiana, quando il bersaglio è la premier, pende dalle labbra del capo della Casa Bianca. E pazienza se per il resto dell’anno viene descritto come un ciarlatano, un mentitore di professione, un lestofante, addirittura un criminale tout-court.

Non serve essere Bonelli o Fratoianni, per perdere il controllo. Prendete Mirella Serri. A L’aria che tira, su La7, pochi minuti prima David Parenzo aveva servito lo scoop con la telefonata sbrigliata di Trump in esclusiva. E via al commento in studio.

«Due persone forti, dice Giorgia Meloni, io e Trump. Abbiamo il nostro carattere, ci confrontiamo e tiriamo le conclusioni nel nostro interesse nazionale. Ma Trump dice un'altra cosa, e perché dobbiamo dubitare questa volta di Trump? Trump dice che Meloni l'ha supplicato di fare una foto insieme, e lasciamo stare che gli faceva pena», riflette la Serri, scrittrice e storica dichiaratamente di sinistra. «Quello che mi interessa non è Trump, ma la nostra premier - sottolinea la Serri -. Bravissima in queste cose a dire “eccoci qua, siamo seduti sul divanetto”, “io sono sempre stata il ponte”. Vi ricordate il ponte? Io me lo ricordo benissimo, il ponte. Non solo l’amica, la stessa parte politica, ma pure l’essenza e l’emblema del rapporto diplomatico tra Trump e l’Europa».

«Quando Trump si lascia andare, svela la reale sostanza di quel divanetto. Lei voleva un incontro bilaterale che non c’è stato e poi c’è stata la chiacchierata», prosegue l’intellettuale. «Però è Trump - le fa notare Parenzo, interrompendola -, se andiamo a vedere cosa diceva di Macron... La cosa non è tanto diversa, eh».

Di fronte a un’obiezione più che valida, la Serri si supera: «Ma perché doveva mentire quando Trump ha detto che lei gli ha chiesto la fotografia? Perché secondo me questo è il rapporto che lei ha con Trump». «Il problema quindi è Meloni e non Trump che la insulta», ironizza Augusto Minzolini. «No insiste la Serri -, il problema è Meloni che si rivende delle cose che non sono vere». La premier ha smentito categoricamente la ricostruzione di Donald. Ma se lo dice la Serri, che a Evian non c’era, dev’essere senz’altro andata diversamente.

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