L'idea di Giorgia Meloni di creare hub per il rimpatrio dei migranti irregolari fuori dall'Ue trova d'accordo anche l'Austria. Il Paese sostiene la creazione di centri finanziati con fondi europei e localizzati quasi tutti in Africa proprio come proposto dal governo italiano. Alla vigilia della riunione in videoconferenza dei ministri dell'Interno dei 27 convocata in reazione alla crisi a Ceuta, il titolare dell'Interno di Vienna, Gerhard Karner, ha ricordato che le possibilità legali per istituire centri di accoglienza per migranti extracomunitari "sono state previste nel Patto sull'asilo", affermando che è giunto il momento di attuare tali piani. "Ora le parole devono lasciare il posto ai fatti e le procedure di asilo al di fuori dell'Ue devono essere implementate concretamente. L'obiettivo è di evitare immagini come quelle che hanno fatto il giro del mondo da Ceuta negli ultimi giorni e prevenire morti in mare", ha dichiarato il ministro.
Giorgia Meloni e il fronte dei 22: a Pedro Sanchez restano solo Macron e Pd
Il racconto dell’Italia isolata nel duello con la Spagna governata da Pedro Sánchez è finito alle 10...L'idea è proprio quella di seguire il "modello Albania". Questa volta però la lista comprenderebbe Paesi come "Ruanda, Ghana, Senegal, Tunisia, Libia, Mauritania, Egitto, Uganda, Uzbekistan, Armenia, Montenegro ed Etiopia". L'altra richiesta italiana al tavolo dovrebbe essere l'attuazione stringente del programma "Gsp+", approvato quest'anno e in vigore dal primo gennaio del 2027, sistema che lega i vantaggi daziari per i Paesi in via di sviluppo all'effettiva collaborazione nel riammettere i propri cittadini che soggiornano illegalmente nell'Ue".
Centri di rimpatrio lontani dall'Europa: espulsioni, tra poche ore la Ue al bivio
Alcune richieste del governo italiano sono pronte da tempo, altre si aggiungeranno. Nella cartella di Matteo Piantedosi ...Dopo il caos dell'exclave spagnola, anche Sara Kelany, deputato di Fratelli d'Italia e responsabile nazionale del dipartimento Immigrazione del partito, ricorda che "è rimasta solo la sinistra italiana a fare il tifo per Sánchez, ponendosi ancora una volta dalla parte sbagliata della storia e ignorando i pilastri fondamentali: controllo dei confini, lotta senza quartiere ai trafficanti, accordi con i Paesi di partenza e provenienza, ed esternalizzazione della gestione dei flussi tramite la creazione di hub sul modello del protocollo Italia-Albania. La difesa dei confini non è cinica e strumentale come l'opposizione sostiene; ciniche sono piuttosto le loro scelte passate e l'insana decisione di regolarizzare 500.000 persone".




