Più di 4 milioni di telespettatori adoranti e in fervente attesa dell’ennesima tappa, la terza, di Temptation Island, ha segnato mercoledì sera (con un picco del 42,6% share) il miglior risultato di sempre in una terza puntata del docu-reality ormai da tempo considerato il surrogato perfetto del “romanzo popolare” nell’estate italiana televisiva e non solo. Non solo perché sui social l’hashtag #TemptationIsland è andato virale. Numeri da partita dei Mondiali, quelli realizzati dall’ammiraglia Mediaset nella giornata in cui il grande calcio ha riposato. La novità rispetto alle altre stagioni, in questo decennale, è l’autorevolezza che il teleDecameron di Canale 5 va sempre più conquistando, mettendo da parte anche le solite accuse che vorrebbe liquidare il fenomeno come tv trash. Temptation island, infatti, non crea solo gossip televisivo ma è riconosciuto ormai come una forma di racconto dell’amore.
Gelosia, possessività, tradimenti, illusioni, orgoglio: ingredienti che appartengono da sempre alla letteratura che sull’isola dei tentati e dei tentatori prendono la forma del falò, dei videomessaggi, della corsa sulla spiaggia. La puntata di mercoledì, in tal senso, ha rappresentato quasi un manifesto. Filippo Bisciglia non è più soltanto il conduttore cerimoniere. È diventato una sorta di sciamano dei sentimenti, uno psicologo popolare che ascolta, provoca, consola e, quando serve, prende posizione. Davanti alla faida tra Sara e Gabriele, ad esempio, è arrivato perfino a rompere gli indugi: «La mia Saretta? No, Gabriele, non è di tua proprietà». Un richiamo semplice, ma potentissimo, contro l’idea del possesso che troppo spesso viene scambiata per amore. Poco dopo Filippo ha lasciato persino filtrare un pezzo della propria esperienza personale ricordando che c’è chi ha vissuto relazioni lunghissime finite dopo diciotto anni. È il momento in cui il conduttore smette di essere arbitro e diventa parte del racconto. Lo spettatore non vede più, così, solo un presentatore che distribuisce filmati, ma qualcuno che prova davvero a decifrare il caos dei sentimenti. Lo stesso è accaduto quando ha proposto, in via del tutto eccezionale, di far incontrare Alessandra con la single Giada per chiarire il rapporto con Rosario. Oppure mentre si è trovati di fronte alle scenate di gelosia di Soraya e alle esplosioni del fidanzato. O ancora davanti al siciliano Giovanni che, con orgoglio da carrettino e machismo d’altri tempi, ha liquidato il tentatore rivale con un memorabile: «Lui sembra addormentato, io sono una bomba atomica».
Temptation Island, è tornato il romanzo popolare della tv
Insegna più Temptation Island sull’animo umano di tanti dotti editoriali o psicologi spalmati sui social e ...È palese come sia proprio questa miscela tra tragedia greca, soap turca e commedia all’italiana a rendere il programma ormai irresistibile. Non stupisce allora che qualcuno sia perfino andato oltre, proponendo di utilizzare Temptation Island addirittura come strumento di educazione affettiva nelle scuole per discutere di relazioni tossiche, controllo e manipolazione. Una provocazione lanciata dal professor Enrico Galiano che ha aperto un dibattito nazionale proprio nell’anno in cui i tecnici del Ministero dell’Istruzione avevano avanzato l’ipotesi di mettere in soffitta I Promessi Sposi. Va detto, altresì, che se col passare dei decenni e dei secoli i linguaggi cambiano, l’amore, quando incontra la tentazione, resta sempre la storia più avvincente da raccontare. Con le corna che continuano a essere l’unica, incrollabile certezza e vero catalizzatore di attenzione senza bisogno di aggiungere altre spiegazioni.




