Roma, 9 dic. (Adnkronos) - Una relazione ambivalente: l'amore spassionato per i suoi abitanti e la critica feroce nei confronti della gestione dei teatri. 'Verdi e Roma' è la mostra che, all'Accademia dei Lincei, racconta, in occasione del bicentenario della nascita, il rapporto del musicista con la Capitale. L'inaugurazione, alla presenza di Giorgio Napolitano, è fissata per venerdì prossimo e nello stesso giorno è prevista una lectio magistralis di Emilio Sala, direttore dell'Istituto Italiano di Studi Verdiani, e alle 17.00 un concerto. La mostra, voluta dai Lincei con l'Istituto Nazionale Studi Verdiani, l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Teatro dell'Opera di Roma, rimarrà aperta fino all'otto febbraio. Articolata in nove sale in cui echeggiano in sottofondo i brani più belli delle opere verdiane, l'esposizione propone la storia delle quattro importanti prime romane ('I Due Foscari', la 'Battaglia di Legnano', il 'Trovatore', il 'Ballo in maschera', presentato all'inizio con il titolo 'Gustavo III'). Ognuno di questi debutti segnò, nel bene e nel male, la carriera del compositore. La mostra prosegue poi con alcuni scritti autografi: il carteggio con l'allora sindaco di Roma, Emanuele Ruspoli, in occasione della prima romana del 'Falstaff' e la documentazione del conferimento a Verdi della cittadinanza onoraria. Affianca questi testi la documentazione sulla censura pontificia all'opera che divenne poi il 'Ballo in maschera'. Lungo tutto il percorso espositivo saranno in mostra anche 29 costumi, indossati dai più famosi interpreti delle opere verdiane. Un'intera sala è dedicata a due cantanti che hanno legato in modo indelebile la loro carriera a Verdi e il nome di Verdi al Teatro dell'Opera: Antonietta Stella e Tito Gobbi. Completa, infine, il percorso una sezione multimediale.




