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Teatro: Manuela Mandracchia e' 'Hedda Gabler' al Quirino di Roma

domenica 22 dicembre 2013
Teatro: Manuela Mandracchia e' 'Hedda Gabler' al Quirino di Roma

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Roma, 18 dic. (Adnkronos) - E' il suicidio, nelle diverse letture di atto d'eroismo o di fuga, a padroneggiare la scena in 'Hedda Gabler', l'opera di Henrik Ibsen che vede ora nei panni della protagonista Manuela Mandracchia, al teatro Quirino di Roma con la regia di Antonio Calenda, fino al 22 dicembre. Il dramma dell'autore norvegese, prodotto dal 'Rossetti', lo stabile del Friuli-Venezia Giulia, è portato in scena anche da Luciano Roman nel ruolo del giudice e Jacopo Venturiero in quello del marito di Hedda, con Massimo Nicolini, Federica Rosellini, Simonetta Cartia e Laura Piazza, nella scenografia firmata da Pier Paolo Bisleri. Al centro della vicenda c'è la figura gelida e altera, fragile e al tempo stesso consapevole del proprio fascino, di Hedda Gabler "con la sua intima frustrazione - si osserva nelle note di regia - nella sua incapacità di vivere serenamente la propria femminilità, ossessionata dal successo, rapita da un vortice di egoismo, di rivalità, di deleteria intransigenza". Calenda sottolinea che "i personaggi, soprattutto le figure femminili, esprimono in Ibsen i nodi tematici che più gli stanno a cuore, conservando però la loro vibratile complessità, vivendo ogni chiaroscuro e ogni contraddizione. Ciò assicura ai loro profili e ai loro conflitti una dirompenza emotiva, rendendoli moderni". Scritto nel 1890, la storia di Hedda Gabler vede la protagonista sposata controvoglia e solo per interesse sociale a un mediocre intellettuale che ambisce a una cattedra universitaria, promessa e praticamente conquistata fino all'arrivo inaspettato di un rivale accademico, già caduto in disgrazia ma tornato con la proposta di un saggio che si annuncia essere rivoluzionario nelle sue tesi. Sarà proprio Hedda Gabler, sottacendo verità di cui è venuta in possesso, a determinare i loro destini e ad autodeterminare il proprio, ricorrendo alla via senza ritorno del suicidio.