Roma, 21 dic. - (Adnkronos) - "Sul nuovo Cda del teatro dell'Opera mi astengo da ogni commento, anche se basta confrontare i nomi del precedente con i nomi dell'attuale Consiglio di amministrazione per notare qualche significativa differenza". Lo afferma l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "Ugualmente non voglio commentare la nomina di Carlo Fuortes al ruolo di sovrintendente, esperto professionista che personalmente ho confermato più volte come amministratore delegato dell'Auditorium, ma che voglio invitare a non accumulare troppe cariche, - prosegue - perché un impegno gravoso come quello di Sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma richiede un lavoro a tempo pieno". "Chiedo con fermezza, invece, ai nuovi vertici del Teatro dell'Opera di non distruggere anni di lavoro che hanno portato questa istituzione a fare un salto di livello fino ai vertici della lirica mondiale, - sottolinea Alemanno - insieme alla disponibilità di Riccardo Muti ad assumere il ruolo di Direttore onorario. Il Teatro dell'Opera non merita di essere portato sotto le rigide clausole della legge Bray, ne di far pagare al personale, già fortemente ridotto negli anni passati, le eventuali ristrutturazioni economiche". "Il Sindaco si ricordi del protocollo che ha sottoscritto insieme ai sindacati per far svolgere la prima con il maestro Muti. In questo protocollo c'erano precisi impegni che non possono essere violati senza trascinare il Teatro in una pericolosa spirale involutiva. - evidenzia ancora l'ex sindaco - Al ministro Bray e al direttore, Salvo Nastasi, chiedo di non considerare il Teatro dell'Opera di Roma come un'istituzione di serie B rispetto alla Scala. - conclude - Basta confrontare la prima della Scala e la prima dell'Opera di Roma per capire che, certamente, la Fondazione Lirico Sinfonica della nostra città non è seconda a nessuno".




