(Adnkronos) - Proprio perche' cosi' importante e visto dai telespettatori, Sanremo vuol dire anche ingenti investimenti pubblicitari e accordi con gli sponsor: ma gli esperti del settore sostengono che, tutto sommato, non sarebbe questo il problema piu' grande. E che chi e' disposto a legare il suo 'brand' da inserzionista o da sponsor al Festival dal 12 al 16 febbraio, lo sarebbe anche dal 26 febbraio al 2 marzo o dal 5 al 9 marzo (le due alternative piu' probabili allo studio a Viale Mazzini). Diverso e' pero' il discorso sulla costruzione dello spettacolo e sulla presenza di ospiti e superospiti italiani e internazionali. Qui non e' affatto detto che chi e' disponibile un giorno lo sia il giorno successivo, figuriamoci a due o tre settimane di distanza. Piu' gli ospiti sono appetibili, piu' hanno le agende fitte e programmate con mesi e mesi di anticipo. Nelle scorse settimane si era parlato di trattative con nomi del calibro di Paul McCartney cosi' come Penelope Cruz aveva ammesso in diretta a 'Che tempo che fa' che forse sarebbe ripassata in Italia a febbraio per il festival. Chissa' se ripasserebbe anche a marzo? Chi conosce Fabio Fazio e la meticolosita' con cui costruisce il 'racconto' dei suoi show non puo' immaginarlo raggiante all'idea di iniziare d'accapo il lavoro partito quest'estate sugli ospiti. Ma sull'altro piatto della bilancia ci sono argomentazioni che pesano altrettanto. Impedire su Rai1 per cinque serate in periodo immediatamente pre-elettorale l'approfondimento informativo politico in quel periodo potrebbe non essere facile. Sarebbe la prima volta, per esempio, che 'Porta a Porta' (ribattezzata, non a caso, la 'terza Camera') non andrebbe in onda prima di una tornata elettorale politica: l'epoca del famoso 'bavaglio' preelettorale ai talk show e' stata introdotta dalla Rai in occasione delle elezioni regionali del 2010 ma non ha riguardato elezioni politiche. (segue)




