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Michel Platini fermato per corruzione? Mondiali in Qatar, l'ombra nera di Nicolas Sarkozy

Davide Locano
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Un terremoto nel mondo del calcio internazionale. L'ex presidente della Uefa, Michel Platini, come è noto è sotto torchio della polizia francese che indaga per una presunta corruzione per l'assegnazione dei Mondiali di calcio al Qatar. Indagato, a piede libero, anche Claude Gueant, consigliere dell'ex presidente francese Nicolas Sarkozy ed ex ministro dell'Interno della Francia. Insomma, sulla vicenda, dai contorni torbidi, si allunga anche l'ombra di Sarkò. Il legale del campione, William Bourdon definisce il suo assistito «totalmente estraneo ai fatti», nega che Platini sia stato fermato e precisa che è stato interrogato «come testimone». «Sta rispondendo serenamente e con precisione a tutte le domande e ha fornito spiegazioni utili. È assolutamente fiducioso». Leggi anche: Platini fermato per corruzione Al centro dell'inchiesta che coinvolge Le Roi, una vera e propria leggenda del pallone, l'assegnazione dei Giochi del 2022 al paese arabo. Una scelta che da subito aveva creato perplessità e controversie. Tra le criticità lamentate da molti addetti ai lavori, il fatto che si tratterà della prima Coppa del Mondo giocata in inverno. A causa del clima sarebbe infatti impossibile disputare gli incontri con temperature che raggiungono una media tra i 35 e i 37 gradi. Questo comporterà dunque la necessità di 'spezzarè i campionati di club. Un altro problema, l'ostilità nei confronti del Qatar dei paesi confinanti quali Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrein, che impedisce di allargare la competizione. Proteste anche per la questione dei diritti umani: un rapporto di Amnesty International ha parlato di «grave sfruttamento», cui sarebbero sottoposti i lavoratori addetti alla realizzazione delle strutture e stimato in 2,5 milioni il numero di migranti che verranno impiegati come 'schiavì. Il dubbio di una presunta corruzione ha da subito attraversato la scelta dell'assegnazione e nasce, tra l'altro, da quando, nel novembre 2010 si è svolto all'Eliseo un incontro a cui parteciparono l'allora presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, Platini e l'emiro del Qatar Tamim ben Hamad al-Thani . Secondo quando scrisse «France Football» «si discusse l'acquisto del Psg da parte del Qatar Sports Investments, dell'aumento dei qatarioti nella partecipazione azionaria del gruppo Lagardère, della creazione del canale BeInSports in Francia in cambio di una promessa: che Platini votasse per il Qatar e non per gli Stati Uniti, come aveva promesso. Nove giorni dopo la Coppa del Mondo viene quindi assegnata al Qatar che batte la fortissima concorrenza di Stati Uniti ma anche di Corea del Sud, Australia e Giappone. Le prime accuse risalgono poi al maggio 2011. Secondo l'allora vice-presidente Jack Warner, una e-mail diventata di dominio pubblico parlava della possibilità che il Qatar »avesse comprato« la Coppa del Mondo. Il primo giugno 2014, il Sunday Times parla di 5 milioni di dollari versati ai dirigenti Fifa per sostenere l'offerta del Qatar.

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