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Serie A, calcio d'estate? Senza "sì" delle televisioni nulla è possibile: il retroscena di Fabrizio Biasin

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La situazione l' abbiamo capita: i campionati vanno conclusi. Ce l' hanno detto in tutte le salse e in qualche modo riusciranno a terminarli. Dicono che sia una questione di «sopravvivenza del sistema» e sarà certamente così ma, quando sarà, guai a parlare di «sport che trionfa». No, lo sport non trionferà, salveremo le casse (forse) e per il resto sarà una specie di supplizio. Lasciamo perdere la questione «come si fa a farli giocare in totale sicurezza?». Dicono che saranno in grado, ci fidiamo.

Lasciamo stare la questione «probabilmente bisognerà fare senza var». Facciamo casini quando c' è, figuriamoci ora che non ci sarà. Lasciamo stare la questione «partite a porte chiuse». Ci toccherà vederne oltre 120 a stadi completamente vuoti, ma questo salvo miracoli sarà un problema anche per la prossima stagione. Lasciamo stare anche la questione «occhio che rischiamo di andare a rompere le balle alla stagione 2020-2021». Ci dicono che non è così complicato, che bisogna affrontare una questione alla volta, e ci adeguiamo.

 

Però, c' è un "però". Queste 120 partite, compresse in una manciata di settimane, sono programmate indicativamente per giugno, luglio, forse agosto. In Italia, a giugno, luglio, forse agosto, di giorno ci sono 30 gradi praticamente ovunque. E come si fa? Perché un conto è giocare un turno di campionato sotto il solleone, altra cosa è farlo ogni tre giorni. Dice il precisino: «Si possono giocare la sera col bel freschetto». Beh, sì, certo, ma come la mettiamo con le televisioni? Cioè, si fa tutto questo sforzo per far sì che Sky e Dazn non reclamino - giustamente - i loro milioni investiti e poi non diamo loro la possibilità di trasmettere i match uno dietro l' altro? Quelli si incazzano e hanno pure le loro ragioni.

 

E niente, toccherà trovare una soluzione anche per questa cosa qua che, diciamolo, sembra una problematica secondaria, ma decisamente non lo è. Per far sì che il «non-spettacolo» previsto (partite a raffica senza possibilità di allenarsi, rischio infortuni elevato all' ennesima potenza, necessità di controlli assidui nella speranza che il virus decida di concedere una tregua eccetera eccetera...) non si trasformi in vero e proprio "campo minato" sarà necessario inventarsi qualcosa, partite dalle 18 fino a mezzanotte passata e, oh, non prendeteci sul serio perché magari qualcuno pensa che davvero sia cosa buona e giusta.

Questo campionato "s' ha da fare" alla faccia di tutti gli altri che già sono stati annullati (rugby, basket...), ma "digerirlo" sarà tutto tranne che semplice...

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