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Europa League, la gara che può voltare la stagione al Milan

Claudio Savelli
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Stefano Pioli sostiene che il Milan possa resistere al Manchester United nel ritorno degli ottavi di Europa League (si riparte dall'1-1 di Old Trafford, alle 21, diretta Sky Sport) con «ritmo e qualità». Ovvero con tutto ciò che ha contraddistinto la squadra rossonera nella prima parte di stagione e che sta mancando nella seconda, soprattutto contro le grandi. Negli ultimi 5 scontri diretti di campionato, tutti disputati nel 2021 e tutti al Meazza, il Milan ha infatti conquistato solo un pareggio, il 3-3 con la Roma. Contro Juventus, Atalanta, Inter e Napoli ha invece perso e, ad eccezione di quest' ultimo (0-1), lo ha sempre fatto nettamente (1-3, 0-3, 0-3). In totale ha segnato solo 4 reti, incassandone 13: è come se le grandi d'Italia fossero diventate d'un tratto una soglia di sbarramento per una squadra che, dopo aver raggiunto la vetta del campionato, non ha saputo compiere il salto di qualità definitivo. Questo salto può allora avvenire tramite il sentiero alternativo dell'Europa. Di fronte al Milan si palesa infatti una grande di Premier (seconda dietro all'imprendibile City) nonché la favorita per la vittoria finale dell'Europa League.

 

 

LA ROSA PIÙ PREZIOSA
Lo United è infatti la partecipante con la rosa più preziosa, se è vero che vale 738 milioni (dati Trasfermarkt) contro i 496 dei rossoneri, quarti dietro anche a Tottenham e Arsenal e davanti alla Roma ( una formalità il ritorno con lo Shakhtar, alle 18.55, visto il 3-0 dell'andata). Eliminare il Manchester significa assumere il ruolo di favoriti, dunque credere nella vittoria finale. Quest' ultima non sarebbe più una decorazione alla stagione ma un percorso alternativo per raggiungere l'obiettivo, ovvero la qualificazione alla Champions. La considerazione del trofeo va ricalibrata nell'ottica di un eventuale pericolo per il quarto posto in A, sempre meno saldo: l'Atalanta è infatti lontana solo 4 punti e il Napoli, quinto, è lontano 6 punti ma con il jolly del recupero con la Juve ancora nella manica. Il problema è che la partita più importante della stagione - e in Europa di certo la più rilevante degli ultimi 7 anni di assenza dalla Champions in cui l'apice sono stati gli ottavi dell'Europa League 2017/18 malamente persi con l'Arsenal - coincide con il momento di difficoltà della squadra, provata dagli infiniti infortuni e dalla conseguente fatica.

 

 

Il ritorno a disposizione di Ibra e Bennacer è manna dal cielo ma è impossibile che siano subito in gran spolvero, e il problema del Milan è che le partite con le grandi si susseguono ma l'undici ideale continua a essere un miraggio per Pioli. L'altro inghippo è il nervosismo palesato tutto d'un tratto contro il Napoli dopo mesi di serenità, in particolare in Rebic (espulso), Donnarumma (urlante al triplice fischio) e Theo (critico sui social contro l'arbitro Pasqua, ma fa sorridere che la Procura Figc abbia aperto un fascicolo). «Non dovrà più capitare», avvisa Pioli, che gradirebbe sfruttare le energie nervose in partita e non gettarle al vento. Soprattutto perché «essere stati belli fino a questo punto non servirà se poi non porteremo qualcosa a casa» a fine stagione: sottinteso, il timore del tecnico è che il lavoro finora svolto venga compromesso da un crollo. Lo United è il miglior modo per ripristinare l'abbrivio positivo.

 

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