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Andrea Pirlo, la Juve ko con il Benevento? "Non punterei un centesimo su di me allenatore", parole profetiche

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"Non punterei nemmeno un centesimo su un mio futuro da allenatore. È un lavoro che non mi entusiasma, prevede troppi pensieri e uno stile di vita esageratamente simile a quello dei calciatori. Ho già dato" svela l'attuale allenatore della Juventus, Andrea Pirlo nel nono capitolo della sua biografia. Correva l'anno 2013, Pirlo aveva da poco appeso gli scarpini al chiodo e nemmeno nei più lontani pensieri avrebbe immaginato di indossare i panni di allenatore per conto dei bianconeri. Come spesso accade, la storia non guarda le parole, ed eccoci qua. Senza fare nemmeno una settimana di gavetta, Pirlo si siede sulla panchina della Juve, ma i risultati sono ben al di sotto delle aspettative.

 

 

Ieri, domenica 21 marzo, la Juventus di Pirlo è uscita sconfitta per 1-0 tra le mura di casa contro il Benevento guidato da Pippo Inzaghi. Nulla togliere all'impresa storica delle Streghe, che ottengono 3 punti d'oro in chiave in salvezza, ma la delusione negli sguardi dei bianconeri dopo il triplice fischio era palpalbile. Svanite in un batter d'occhio le speranze di mettere mano sul decimo scudetto consecutivo, con i nerazzuri a +10, ormai irraggiungibili. In conferenza stampa, un Paratici affranto ha detto: "C'è amarezza, ma avanti con Pirlo e Ronaldo". Ormai le giustificazioni strappate per i due dal libretto, incominciano a essere tante. A partire dalla prematura uscita dalla Champions League contro il Porto, fino alla difficile giornata di ieri.

 

 

Forse quello che potrebbe servire alla Juve è proprio un cambio di rotta, sotto una nuova guida e con un altro punto di riferimento in attacco (magari più economico di 31 milioni di euro a stagione). L'esempio Andrea Pirlo la dice lunga su quanto sia profondamente diverso il mestiere dell'allenatore, rispetto a quello del calciatore. Molti campioni in campo, si sono poi rivelati tali anche in panchina: Guardiola, Zidane, Ancelotti, solo per citarne alcuni. Ma sono anche tanti i talenti che non hanno avuto altrettanta fortuna una volta indossata la tuta da allenatore: Maradona, Frank De Boer e... Andrea Pirlo. 

 

 

Il calcio moderno trasforma i calciatori direttamente in allenatori, attraverso un corso di qualche mese, che magari si svolge anche in via telematica. Ai grandi calciatori viene "risparmiata" l'esperienza di allenare in terza categoria, o semplicemente in campionato minori. Ma è proprio in quei campionati che gli allenatori accumulano le conoscenze necessarie per allenare un club di Serie A. Basti pensare alla carriera di Maurizio Sarri, partito dalla terza categoria e arrivato ad alzare l'Europa League con il Chelsea. Esemplare un aneddoto di Guardiola una volta arrivato con il suo Manchester City al campo del Cheltenham, squadra della League Two inglese per un match di FA Cup. I giocatori del City si sono dovuti cambiare presso il bar dell'impianto sportivo, dato che gli spogliatoi erano troppo piccoli per rispettare il protocollo Covid-19. I giornalisti chiedono a Pep se gli sia mai capitata una cosa del genere e lui prontamente risponde: "Ma certo! Tutti siamo partiti da qui".

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