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Roberto Mancini, dopo Euro 2020 la brutta sorpresa in tasca: "Quanti soldi ha perso per colpa del mattone"

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Il campo ride, la tasca piange. Roberto Mancini ha avuto una brutta sorpresa dai suoi investimenti immobiliari, subito dopo il trionfale ritorno in Italia con il titolo di Euro 2020 in saccoccia. Il ct della Nazionale ricevuto con tutti gli onori al Quirinale, spiega Andrea Giacobino nella sua rubrica "Poltronissima" sul Tempo, deve fare i conti (letteralmente, è proprio il caso di dirlo) con i guai del mattone, anche, si legge sul quotidiano romano diretto da Franco Bechis, "può consolarsi con un discreto tesoretto di immobili".

 

 

 

 

 


"Qualche giorno fa - riporta Giacobino - è stato approvato il bilancio 2020 dell'Immobiliare 2014 che Mancini controlla al 100% ed è domiciliata a Roma in via del Babuino. I numeri riportano una perdita di circa 125mi1a euro dopo quella di 131mila euro del 2019 e il passivo è stata riportato a nuovo". "La società, di cui Alessandro Cravero è stato nominato amministratore unico e che ha un debito verso il socio Mancini di 2,2 milioni, conta su un patrimonio di immobili in carico per 3,3 milioni". Nel carniere ci sono "un ufficio nella Capitale di 40 stanze, che ha garantito l'incasso di un affitto di circa 200mi1a euro, e di due garage".

 

 

 

 

 



L'allenatore della Nazionale, come persona fisica, secondo una visura catastale aggiornata possiede secondo quanto riporta sempre il Tempo "tre abitazioni di tipo signorile a Jesi (città marchigiana dov'è nato 57 anni fa, ndr)  che occupano complessivamente 17 stanze, 2 garage per oltre 100 metri quadrati, un ufficio di 4 vani e un opificio". Proprietà anche a Roma, dove Mancini ha giocato e allenato per anni, nella Lazio: "È proprietario di due ville che si sviluppano in circa 40 stanze su oltre mille metri quadrati e di cinque garage per circa 150 metri quadrati". L'imbarazzo della scelta, insomma. 

 

 

 


 

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