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Valentino Rossi, "cosa ho sacrificato per lui": Mauro Corona, commovente confessione nel giorno dell'addio

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L'ultima gara. Incredibile, triste, malinconico, ma vero: cala il sipario sulla strepitosa e ineguagliabile carriera di Valentino Rossi. Il suo ultimo gp è a Valencia, oggi, domenica 14 novembre. Ultimo atto della storia di quello che per Lewis Hamilton "forse è il pilota più forte di tutti i tempi". Già, il Dottore è leggenda. E lo è da tempo, con i suoi nove titoli mondiali (e quel decimo rubato in malo modo da Marquez e Lorenzo, ma oggi non è tempo per le recriminazioni).

 

E nel giorno dell'addio alla MotoGp, l'ondata di affetto per Rossi è pazzesca, travolgente: tutti ne parlano, tutti lo celebrano e in particolar modo i social sono invasi da dediche, pensieri, tributi. Per esempio gli hashtag #GrazieVale e #ValentinoRossi spopolano in tendenza da ore e continueranno a farlo per altrettante ore.

 

E tra tutte le dediche ricevute dal pilota, forse ce n'è una che colpisce più delle altre. Dedica a sorpresa, firmata da Mauro Corona, che dice la sua su Twitter. "Un saluto a Valentino Rossi con l'augurio di nuovi, diversi, successi - premette lo scrittore e alpinista, presenza fissa di CartaBianca -. Amo le moto da corsa fin da giovane. Non ho perso un gran premio sacrificando a volte domeniche alla montagna", rivela Corona. E ancora: "Mi manca bere una birra con lui ma chissà! Presto guiderà la moto di genitore, più facile da pilotare, ma non meno impegnativa. Abbraccio". Parole toccanti, quelle dello scrittore per il campione.

 

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