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Sergio Pirozzi: "Straccio il contratto e torno tra le pecore". La fine rovinosa dell'ex sindaco eroe di Amatrice

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Sergio Pirozzi lascia la Samb poche ore dopo aver deciso di allenare la squadra. Il motivo? "La mia famiglia minacciata, straccio il contratto e ritorno tra le macerie e le pecore dei Monti della Laga". Da sindaco di Amatrice, comune colpito dal terremoto nel 2016 proprio quando era lui il primo cittadino, aveva legato parecchio con l'Ascoli calcio. Un rapporto, però, che non va giù ad alcuni tifosi della Sambenedettese. "Pirozzi resta tra le pecore, San Benedetto ti schifa", urlavano alcuni ultras.

 

 

Per questo Pirozzi ha deciso di fare marcia indietro: "Dovevo allenare la Sambenedettese. Poi, però, a qualcuno che pensa di rappresentare una tifoseria e una città questo non andava bene", si sfoga per poi precisare che questo fa parte del gioco a cui è già abituato. "Quello che non posso accettare però - prosegue - è che quattro esaltati abbiano indirizzato minacce ai miei figli, alla mia famiglia, senza che nessuno abbia speso una parola verso l'uomo e la sua storia. Di che cosa mi si accusa? Di essere legato all'Ascoli, alla sua curva, che scavò nelle macerie di Arquata (del compianto amico sindaco Aleandro Petrucci). Lo confermo. Come sono tifoso dell'Atalanta e della sua gente e di tutti i gruppi ultras che dopo il terremoto hanno dimostrato all'Italia intera cosa significa solidarietà. Grazie a loro Amatrice ha strutture sportive dove oggi giocano i bambini. Avrei voluto allenare la Sambenedettese che andavo a vedere da bambino, avrei voluto far bene a San Benedetto dove ho tanti amici e dove sono nato".

 

 

Un desiderio che non si è potuto realizzare visto che così facendo teme di mettere "a rischio l'incolumità e la serenità dei miei cari. Mi hanno ferito i commenti ironici sulla tragedia del terremoto. Straccio il contratto e ritorno tra le macerie e le pecore dei Monti della Laga".

 

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