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Ciro Immobile e l'incidente con il Suv: il clamoroso giallo sui testimoni

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Sono spariti i testimoni. Per questo il terribile incidente in centro a Roma che un mese fa ha coinvolto il Suv di Ciro Immobile e un tram dell'Atac resterà un "mistero", senza responsabili. Il bomber della Lazio viaggiava sulla sua potente auto con le due figlie a bordo, la mattina di domenica 16 aprile: all'altezza del semaforo di Cinque Giornate, la vettura si scontra con il tram provocando il suo deragliamento.

 

 

 

Feriti e ricoverati Immobile, le bambine, il macchinista di 55 anni e 8 passeggeri. Tutto, fortunatamente, senza gravi danni fisici ma solo con una grande paura. "Se avessi preso l'altra auto, non voglio pensare cosa sarebbe potuto succedere", aveva commentato a caldo l'attaccante della Nazionale, 32 anni, salvato di fatto dalla robustezza del Suv il cui abitacolo è stato comunque distrutto dall'impatto violentissimo con il tram.

 

 

 

 

 

Oggi però, scrive Repubblica, i vigili urbani del gruppo Prati che hanno condotto gli accertamenti sulla dinamica del sinistro di Ponte Matteotti si sono dovuti arrendere: non sono riusciti infatti a "ricostruire la catena delle responsabilità individuali. Per questo, in assenza di denunce di parte, a risolvere il caso saranno ora le rispettive compagnie assicurative. Come accade per ogni normale incidente stradale".

 

 

 

Le versioni di Immobile e tranviere sono discordanti. Immobile accusa il macchinista di essere passato con il rosso: "Il semaforo era verde e non mi sono distratto, altrimenti non sarei riuscito a sterzare frenando immediatamente". Il conducente Atac, invece, ribalta le colpe: "Ricordo di aver superato il semaforo col verde e l'auto che sopraggiungeva a grande velocità". Stavolta, purtroppo, non c'è nemmeno il Var ad accertare come siano andate veramente le cose. E "i tre testimoni che si erano presentati con una memoria scritta - scrive sempre Repubblica -, a distanza di due giorni dall'incidente, alla sede dei vigili del gruppo Prati, non sono stati presi in considerazione. La loro versione avrebbe confermato in parte il racconto del calciatore della Lazio. Ma è stato impossibile accertare la loro presenza sul posto la mattina dello scontro".

 

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