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Juve-Galatasaray, la bordata di Chiellini: "Per fortuna non ero Kelly"

di Lorenzo Pastugliagiovedì 26 febbraio 2026
Juve-Galatasaray, la bordata di Chiellini: "Per fortuna non ero Kelly"

2' di lettura

La Juventus accarezza l’impresa, rimonta in dieci uomini e trascina una sfida quasi impossibile ai supplementari, prima di arrendersi al Galatasaray. Dopo il pesante 5-2 dell’andata in Turchia, il playoff di Champions sembrava segnato. Invece i bianconeri hanno approcciato la gara con coraggio, trovando il vantaggio nel finale di primo tempo e riaccendendo lo Stadium. Dopo il 3-0 dei tempi regolamentari, si è andati all’extra time prima che Victor Osimhen e Bans Yilmaz chiudessero i conti in favore dei turchi.

Per Madama l’episodio chiave che ha pesato a sfavore è stata l’espulsione di Kelly. In campo l’arbitro aveva estratto il secondo giallo per una tacchettata sulla caviglia dello stesso Baris Yilmaz, giudicata probabilmente involontaria. Dopo il richiamo al Var, però, la decisione è cambiata: niente doppia ammonizione, ma rosso diretto. Una scelta che ha scatenato proteste furiose in panchina e sugli spalti.

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Nonostante l’inferiorità numerica, la Juve reagisce con carattere. Prima Federico Gatti, poi Weston McKennie, entrambi sugli sviluppi di palla inattiva, hanno firmato i gol che riportano il punteggio in equilibrio. Ai supplementari arriva anche una clamorosa occasione per Zhegrova, che da posizione favorevole calcia a lato. Poco dopo è Osimhen a colpire, spegnendo la rimonta, prima del sigillo finale ancora di Yilmaz.

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Nel post gara Giorgio Chiellini commenta con amarezza: "Per fortuna non ero Kelly — le sue parole — Sul rosso c’è poco da commentare". E aggiunge: "Siamo provati, delusi per il risultato finale dopo lo sforzo fatto ma anche orgogliosi per quanto mostrato". Parole che si legano alla fiducia ribadita sul progetto tecnico: "Non c’è mai stato dubbio sul futuro della Juve e di Luciano (Spalletti, ndr) — ha chiuso l’ex difensore —. Luciano è sempre stata una priorità e mai un dubbio". Resta il rammarico, ma anche la sensazione di una squadra viva.