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Simone Vagnozzi irrompe in diretta: "I segreti di Sinner". Bertolucci e Pero spiazzati

di Lorenzo Pastugliavenerdì 10 aprile 2026
Simone Vagnozzi irrompe in diretta: "I segreti di Sinner". Bertolucci e Pero spiazzati

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Interrompere la telecronaca del match tra Auger-Aliassime e Cilic, mercoledì, per spiegare i segreti del tennista che allena, e che da un paio di anni oramai fa sognare l’Italia. Simone Vagnozzi lo ha fatto intervenendo ai microfoni di Sky Sport, sedendosi accanto ai commentatori, Elena Pero e Paolo Bertolucci, e regalando oltre venti minuti di racconto sul mondo di Jannik. Tra i temi più interessanti, c’è quello delle variazioni di gioco, in particolare la smorzata: “Sta capendo meglio il momento in cui farla e dove farla — ha spiegato l’allenatore dell’altoatesino — Ora comincia a giocarla anche di rovescio. È un colpo in cui può migliorare ancora”. E aggiunge: “Non c’è nessuno con la bacchetta magica, ci vuole tempo per cambiare. Jannik è in continua evoluzione, ed è questo il segreto dei campioni”.

Una parola è andata sull’allenamento con Moïse Kouamé, 17enne tennista francese: “Un bel giovane, un buon prospetto — ha detto il marchigiano — In allenamento gioca meglio che in partita, però è un bravo ragazzo e si allena bene, sicuramente sarà uno da tenere d’occhio”. Poi il passaggio alla terra battuta, superficie meno naturale per Sinner: “Sicuramente la sua esperienza sulla terra è migliore rispetto a due anni fa. Noi cerchiamo sempre di andare con calma i primi giorni, sentire gli appoggi, le scivolate. Andiamo progressivamente”.

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Fondamentale è anche l’aspetto mentale di Sinner: “Arrivare con due vittorie a Indian Wells e Miami aiuta, perché la fiducia e la consapevolezza in questo sport sono fondamentali”. E sulle possibilità del suo giocatore: “Non è la sua superficie preferita, ma può fare benissimo anche qui”. Infine, la filosofia di crescita: “Abbiamo lavorato tanto sulla sua flessibilità. Deve essere camaleontico durante la partita”. E infine l’immagine perfetta: “Facciamo sempre l’esempio della pasta al sugo — ha concluso — bisogna trovare le giuste quantità senza stravolgere il suo gioco”.

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