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Rafael Jodar, sfida totale a Jannik Sinner: "Posso stare lì"

di Lorenzo Pastugliamercoledì 6 maggio 2026
Rafael Jodar, sfida totale a Jannik Sinner: "Posso stare lì"

2' di lettura

A 19 anni e poco più, Rafael Jodar Camacho è uno dei volti nuovi più interessanti del circuito. Nato a Leganés (Madrid), nel quartiere popolare di Arroyo Culebro, arriva da una famiglia semplice: il padre, professore di educazione fisica, oggi ha messo da parte la scuola per seguire da vicino la crescita del figlio. Una scelta totale, con un obiettivo chiaro: accompagnarlo nel percorso che potrebbe portarlo tra i grandi. Il salto è già evidente. In pochi mesi Jodar è salito fino al numero 34 del ranking, guadagnando oltre cento posizioni dall’inizio dell’anno. A Madrid, nel torneo dominato da Jannik Sinner, è stato uno dei pochi a creare veri problemi al numero uno al mondo, mostrando personalità e coraggio.

“Da piccolo ho giocato a calcio, tifo Real Madrid — dice — Cristiano Ronaldo era il mio idolo”. Poi la svolta: “Dagli 11 anni in poi mi sono dedicato solo al tennis, il mio scopo è provare piacere ogni volta che entro in campo”. L’educazione e l’umiltà "sono i valori che mi guidano — prosegue — meglio un ‘por favor’ e un ‘gracias’ in più”. Contro Sinner non ha tremato, sebbene anche lui sia caduto nettamente contro un tennista in forma straordinaria: “Il mio livello non è ancora il suo — prosegue — però ci sono stati momenti in cui mi sono detto: posso stare lì. Ho imparato molto dalla sconfitta con lui”. 

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Il modello, in fondo, è proprio l’azzurro di Sesto Pusteria: “Prima che un campione, è una bella persona”. Cresciuto sulla terra, oggi si sente a suo agio anche sul veloce: “È merito dell’esperienza negli Stati Uniti, ma il mio tennis deve migliorare ovunque”, dice. Nessuna fretta, però: “A 19 anni penso più a crescere che ai risultati”. Con il padre sempre al suo fianco, conclude: “È diventato il mio prof personale”.

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