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Sinner non ha sbagliato nulla, neanche nella sconfitta

di Fabrizio Biasinvenerdì 29 maggio 2026
Sinner non ha sbagliato nulla, neanche nella sconfitta

2' di lettura

Jannik Sinner non ha sbagliato nulla neanche nel giorno della sconfitta. E voi direte: «Il solito peana pure dopo il flop». Evi rispondiamo sì, esatto: anche e soprattutto oggi. E' crollato nel terzo set, non ne aveva più, pareva una batteria del cellulare vecchia di dieci anni, di quelle che passano dall’80% di carica all’1% in un amen.

E' crollato, succede. E quando succede la cosa più normale che si possa fare è arrendersi, fermarsi, ringraziare e tornare a casa. Ha scelto di provarci lo stesso, di andare contro natura, ha giocato con l’1% di batteria: sarebbe bastato contro il tennista della domenica, non con un Top 100 (J.M. Cerundolo, ora n°49).

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Ha perso e la resa è arrivata dopo una vera e propria agonia, tra colpi che non entravano e scambi che proprio non riusciva a reggere. Ci ha provato, ha lasciato il campo tra gli applausi, ha salutato e non ha accampato lo straccio di una scusa perché è fatto così: zero esaltazione nelle innumerevoli vittorie, zero tragedie nelle pochissime sconfitte.

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E veniamo al punto. Sinner è portatore sano di un’incredibile illusione che è contemporaneamente simbolo della sua grandezza ma anche fetente condanna: ci ha fatto credere di essere imbattibile, ovvero tutto ciò che non è “sport”. Nello sport perdere è normalità, molto più che vincere. Bisognerebbe solo accettarlo. Lui ci riesce, troppi osservatori no. E allora cercano scuse: il sole, la programmazione, il sistema, le cavallette. Ma poi Jannik arriva in sala stampa e dice: «Non c’entra il caldo, è andata così, ci vediamo a Wimbledon» e dà l’ennesima dimostrazione di grandezza. In attesa di Alcaraz, il n°1 ha perso contro l’unico avversario alla sua altezza: la iella. Quando ci si mette, vincere diventa impossibile. Sinner lo sa e se ne è fatto una ragione: facciamolo anche noi.

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