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Zlatan Ibrahimovic riempito di insulti dai tifosi: "Pagliaccio e maiale"

di Lorenzo Pastugliavenerdì 5 giugno 2026
Zlatan Ibrahimovic riempito di insulti dai tifosi: "Pagliaccio e maiale"

2' di lettura

L’ultimo post pubblicato su X da Zlatan Ibrahimovic ha acceso una nuova ondata di polemiche tra i tifosi del Milan. Lo svedese — già bombardato da settimane assieme al presidente rossonero Gerry Cardinale — ha preso parte a una campagna social di un noto brand sportivo, insieme a campioni come Kylian Mbappé, Cristiano Ronaldo e Vinicius Jr, ma la sua apparizione non è stata accolta con indifferenza. Anzi, nei commenti è esplosa la rabbia di una parte della tifoseria rossonera, che ha riempito il post di insulti e attacchi personali: c’è chi lo raffigura in modo offensivo - come un pagliaccio o un maiale -, chi scrive esplicitamente “#IbrahimovicOut” e chi lo invita ad “andare via” dal mondo Milan.

Una reazione che si inserisce in un clima già delicato attorno alla sua figura, spesso al centro di interpretazioni eccessive sul suo ruolo reale all’interno del club. Ibra, infatti, non ricopre un incarico esecutivo: il suo compito è quello di Senior Advisor della proprietà, una posizione che lo porta a mettere a disposizione del Milan la sua esperienza, la sua rete di contatti e una visione maturata ai massimi livelli del calcio internazionale. In termini pratici, significa affiancare il fondo con esperienza, visione e relazioni costruite in anni di carriera ai massimi livelli. Non si tratta però di un ruolo esecutivo: le decisioni su allenatore, dirigenti e struttura del club restano in mano alla proprietà e ai vertici operativi. 

Ibra, in particolare, partecipa ai confronti, offre opinioni, porta la sua esperienza, ma non è lui a firmare le scelte finali. Una distinzione importante, che spesso però si perde nella percezione esterna, soprattutto quando si parla di una figura così ingombrante dal punto di vista mediatico. Negli ultimi giorni ha fatto discutere anche il suo impegno come opinionista per i prossimi Mondiali, interpretato da alcuni come un segnale di distanza dal Milan. In realtà si tratta semplicemente di un’attività parallela, compatibile con il suo ruolo, che non prevede presenza quotidiana in sede né gestione operativa del mercato.

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