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Immigrazione, l'ultima follia Pd: la cittadinanza a chi aiuta i giudici

di Lorenzo Cafarchiogiovedì 23 aprile 2026
Immigrazione, l'ultima follia Pd: la cittadinanza a chi aiuta i giudici

3' di lettura

La sai l’ultima dei dem? Cittadinanza ai lavoratori stranieri che collaborano con la giustizia italiana. La sinistra continua imperterrita la sua battaglia per inserire passaporti nelle tasche degli immigrati. Il Pd ha presentato un nuovo disegno di legge alla Camera e al Senato. «Quando siamo stati nel territorio di Prato, dove c’è la presenza di mafie straniere», ha detto il senatore Walter Verini durante la conferenza stampa di presentazione del ddl dal titolo “Cittadinanza per i testimoni di giustizia”, «nei confronti che abbiamo avuto con le Forze dell’ordine e con la procura abbiamo raccolto un’esigenza e una proposta: riconoscere la cittadinanza italiana ai cittadini stranieri che rendono eminenti servizi allo Stato».

Non finisce qui. «Se c’è un lavoratore regolare, ad esempio della manifattura o dell’agricoltura, che trova il coraggio di denunciare un’estorsione o un ricatto della criminalità organizzata noi pensiamo che lo Stato debba riconoscere un percorso facilitato e pressoché immediato per l’ottenimento della cittadinanza. È un premio, questa è l’essenza della proposta».

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Una ricompensa, capito come. In sostanza i dem vogliono modificare l’articolo 9, comma 2, della legge n. 92 del 5 febbraio 1992. Infatti, alla voce del comma 2 possiamo leggere che «con decreto del presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno, di concreto con il Ministro degli Affari esteri, la cittadinanza può essere concessa allo straniero quando questi abbia reso eminenti servizi all’Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato». Nella volontà dei dem basterà presentarsi con regolare denuncia per avere una corsia preferenziale verso la nazionalità italiana.

Il deputato Federico Gianassi, anche lui alfiere della Schlein, pensa che modificare «la normativa esistente» possa portare a «contrastare in modo più efficace la criminalità organizzata straniera». La responsabile legalità dei dem, Enza Rando, dice che bisogna utilizzare questo strumento «per combattere la criminalità organizzata, è una norma di civiltà giuridica». Tra i firmatari del ddl anche l’immancabile Marco Furfaro. Il Pd segue a ruota, come riporta il Corsera, le indicazioni del procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli, che vede nella soluzione proposta l’abbattimento del muro di omertà degli stranieri.

Non è bastata, quindi, la batosta del referendum sulla cittadinanza dello scorso giugno, le ritrosie dietro lo ius soli (temperato o meno), lo ius scholae, lo ius culturae e i loro derivati. La sinistra prova ogni iniziativa per rendere l’appartenenza all’Italia un cartificio fatto di carte bollate e timbri. «Il Pd continua a cedere alla tentazione di regalare la cittadinanza agli immigrati», afferma l’europarlamentare leghista Anna Maria Cisint. «Non può essere concessa come un bonus o una scorciatoia. È invece un riconoscimento per chi ha compiuto un reale e adeguato percorso di inserimento e integrazione nella società».

Il Comitato Remigrazione e Riconquista asserisce che «essere italiani non potrà mai essere deciso da una legge o dalle trame dei dem, la cittadinanza è un fatto di discendenza e di legame ancestrale con l’Italia. Lo è ora e lo sarà per sempre». Una sola domanda resta, quando anche questa proposta finirà nel dimenticatoio cosa si inventeranno i progressisti?

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