"Meloni rompe i cogl***". Altro colpo all'immigrazione illegale. Sono 30 le misure cautelari eseguite dai carabinieri del Nucleo investigativo di Taranto nell’ambito di una vasta inchiesta sul Decreto Flussi. Un'organizzazione, secondo la Procura, avrebbe sfruttato le procedure previste per l’ingresso dei lavoratori extracomunitari, trasformandole in un business milionario basato su permessi di soggiorno ottenuti con documentazione falsa e rapporti di lavoro inesistenti. Taranto, Lecce, Foggia, Matera, Campobasso, Milano, Verona, Ragusa e Latina sono le province sono state eseguite le misure cautelari. Al vertice dell'organizzazione ci sarebbero stati l’avvocato tarantino Michele Cervellera, 63 anni, e Antonio Damiano Milella, 52 anni, già noto alle forze dell’ordine.
Come riporta il Secolo d'Italia, l'organizzazione avrebbe creato una rete composta da intermediari stranieri, datori di lavoro compiacenti, consulenti e Caf. Gli intermediari reclutavano cittadini extracomunitari interessati a entrare in Italia, concordando il prezzo da pagare. Poi venivano create domande di nulla osta al lavoro sfruttando il portale “Ali” del Ministero dell’Interno, indicando posti di lavoro che, secondo l’accusa, erano in molti casi fittizi o comunque non necessari alle aziende coinvolte. Infine, gli stranieri completavano l'iter nei consolati, ambasciate e prefetture. In questi modo potevano ottenere il permesso di soggiorno. Come hanno spiegato gli inquirenti, ogni ingresso fruttava 6500 euro: 5mila finivano al datore di lavoro compiacente, mille al procacciatore e 500 euro all’avvocato che seguiva la pratica.
Italia-Francia, brigata mista al confine: pugno di ferro contro i migranti
Il bilaterale del disgelo, dopo anni di incomprensioni e scaramucce. Ieri in Costa Azzurra, tra Antibes, Le Cannet e Can...Le verifiche delle forze dell'ordine sono scattate dopo l'esposto presentato nel giugno 2024 da Giorgia Meloni al procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. Nelle intercettazioni, uno degli indagati aveva manifestato fastidio dopo l'iniziativa della leader di Fratelli d'Italia. In un passaggio dell’ascolto, l’avvocato ha esclamato che Meloni stava “rompendo i cogl***”, lamentando il rafforzamento delle verifiche sulle pratiche.




