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Pozzallo, sequestrata la nave della Ong tedesca: chi c'era tra i finanziatori

sabato 25 luglio 2026
Pozzallo, sequestrata la nave della Ong tedesca: chi c'era tra i finanziatori

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È stata fermata giovedì dalle autorità italiane nel porto di Pozzallo la nave di ricerca e soccorso MV Louise Michel, finanziata dal celebre artista inglese Banksy. Il comandante della nave stato, alla quale era stato assegnato il porto di Catania come sbarco aveva chiesto «un porto più vicino perché il carburante a bordo scarseggiava». Quindi le 6 persone salvate erano state fatte sbarcare a Pozzallo.

Poi però dopo i controlli sulle scorte di carburante e gli interrogatori del capitano e dell’ingegnere capo è stata ribaltata la versione della Ong. Secondo gli ispettori, i serbatoi della nave contenevano una quantità di combustibile sufficiente per raggiungere Catania.

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Da qui la contestazione ufficiale per violazione delle direttive e il conseguente blocco della nave. A a seguito di questo specifico intervento e del successivo attracco sulla nave è scattato il provvedimento di sequestro amministrativo. Il quadro normativo italiano che disciplina (il fermo e il sequestro amministrativo delle navi Ong) si basa sul Decreto-Legge del 2 gennaio 2023. E in caso di violazione delle prescrizioni, si applica al comandante una multa amministrativa che va da 10.000 a 50.000 euro. La responsabilità solidale si estende anche all’armatore della nave. L’imbarcazione dell’Ong tedesca è una ex motovedetta della dogana francese, lunga 31 metri e molto veloce, modificata e attrezzata per le operazioni in alto mare. Per la Mv Louise Michel si tratta del terzo fermo sulla base del decreto Piantedosi.

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L’Ong sostiene che «questi fermi sono uno strumento politico mirato alle persone in movimento che priva la capacità di soccorso del confine più letale del mondo mentre le persone continuano ad annegare» mentre «gli incidenti aumentano».

Proprio ieri però, poco dopo le 17, sempre al porto di Pozzallo ha fatto rientro a Pozzallo la motovedetta della Guardia costiera Cp 325 che aveva messo in salvo i 57 migranti salvati circa 50 miglia dalle coste iblee. Tra loro anche 8 minori. Tutti uomini. Secondo quanto si apprende, avrebbero trascorso due notti e due giorni in mare prima del salvataggio e sarebbero partiti da Zwara in Libia.