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I sei cuccioli che preoccupano papà Antilope

Mattias Mainiero risponde a Walter Malusardi

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I sei cuccioli che preoccupano papà Antilope

Vi chiedo scusa, ma non sono riuscito ad associarmi a tanto entusiasmo per la nascita dei sei cuccioli di leone. Intendiamoci, non ce l’ho con la madre. Ma con la natura sì. Il vostro sempre affezionato papà Antilope.

Walter Malusardi

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Immagino, caro papà Antilope, che lei si riferisca alla notizia proveniente dalla Cina: al Guaipo Siberian Tiger Park di Shenyang, la leonessa Rose ha dato alla luce sei cuccioli, stabilendo - precisano le agenzie - un nuovo record nazionale. Ma a lei, ovviamente, la storia dà un po’ fastidio. Comprendo e immagino che anche per mamma Zebra valga lo stesso. Il leone è il leone, mica un micio. Comprendiamo tutti. Detto questo, conviene aggiungere due parole. In tutto il mondo, e persino in Italia, c’è una branca della biologia (zoologia, per meglio dire) che studia gli animali, il loro habitat, la loro nutrizione, la procreazione. Non è uno studio astratto, tanto per sfornare qualche ricerca. La disciplina si chiama “conservazione della specie” (o “biologia della conservazione” o anche “ecologia della conservazione”) e fin dal nome ha un obiettivo ben preciso: evitare che le specie animali minacciate dall’estinzione scompaiano dalla faccia della Terra. Obiettivo lodevole. E dunque, se in uno zoo cinese nascono sei cuccioli di leone (evento eccezionale), la cosa assume un certo interesse. Per i biologi, per i leoni e per gli amanti degli animali. Forse anche per lei: la Addax nasomaculatus, una sua parente stretta, è a rischio estinzione. Lei dirà: e chi se ne frega, io non ho il naso maculato. I leoni facciano pure la fine dei dinosauri. Un pericolo in meno. Allora senta questa: «È molto probabile che una tappa decisiva nel misterioso processo dell’evoluzione dell’uomo sia rappresentata dal giorno in cui un essere, che stava esplorando con curiosità il suo ambiente, fermò la sua attenzione su sé stesso». Lo ha detto Konrad Lorenz, zoologo, etologo e premio Nobel per la Medicina. Nel mio piccolo, mi permetto di aggiungere: è probabile (dico: probabile) che anche soffermandosi sulla nascita di sei cuccioli di leone in un lontano zoo cinese la nostra evoluzione potrebbe subire un miglioramento. Un’ulteriore tappa, per dirla con Lorenz. Ma naturalmente mamma e papà Antilope non sono d’accordo. Così mamma Zebra. E chissà, forse anche per questo sono rimasti antilopi e zebre. E complimenti per l’ironia.

mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

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