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Giovani e infelici

E' boom di ragazzini "sballati"
tra gravidanze e disturbi psichici

Droghe e abuso di farmaci, i dati diffusi dal 118 fanno paura. Cresce il disagio anche tra i più piccoli, e così gli psicologi arrivano anche nelle scuole

I ragazzini tra i 13 e 18 anni che si rivolgono al numero di primo soccorso sono cresciuti di un terzo rispetto al 2010: è un vero e proprio boom di intossicazioni
E' boom di ragazzini "sballati"
tra gravidanze e disturbi psichici

di Alvise Losi

I numeri fanno sempre più effetto delle parole. Gli interventi della Centrale operativa milanese del 118 per problemi di abuso di farmaci e droghe tra i giovanissimi sono aumentati del 50 per cento in due anni. I dati diffusi dall’Azienda regionale per l’emergenza e urgenza (Areu) sono «preoccupanti, o almeno meritevoli di una riflessione», a dire degli stessi esperti dell’ente. I ragazzi che tra i 13 e i 18 anni si rivolgono al numero per il primo soccorso sono un terzo in più rispetto al 2010. E, se nello stesso periodo la quantità di chiamate per incidente stradale è rimasta pressoché invariata, si può parlare di un boom, oltre che per le intossicazioni, anche per complicanze legate a gravidanze e parti e per episodi di violenza (entrambi + 40 per cento) e per disturbi psichici (+ 30 per cento).

«Sono dati che possiamo leggere con due criteri», commenta Giovanni Sesana, direttore di Areu Milano. «I giovani oggi conoscono di più il 118 e almeno una parte di chi prima sarebbe andato autonomamente in Pronto soccorso ora chiama la nostra centrale operativa. D’altro canto è vero che questa considerazione è valida soprattutto nel lungo periodo, mentre ora siamo stupiti per un incremento importante in un arco di tempo di soli due anni e in una città come Milano che comunque non ha mai avuto numeri ». Svariati i motivi alla base di questo aumento. «Sulle gravidanze ha influito la crescita della popolazione straniera: capita le giovani immigrate preferiscano partorire in casa e facciano meno ricorso agli ospedali. Sulle droghe invece il problema è duplice: il maggiore utilizzo si accompagna al peggioramento delle sostanze. Ora sono chimiche e create in laboratorio, il che comporta una maggiore accessibilità. Il dato più allarmante però è che l’età del primo contatto con l’alcol e con altre sostanze stupefacenti si è abbassata».

Anche nelle fasce d’età si notano diversi comportamenti: i tredicenni chiamano più spesso nel pomeriggio (tra le 16 e le 19), mentre i ragazzi di 18 anni più tardi (fino alle 2 di notte). Ma i giovani sono anche una risorsa, e per questo Areu sta lanciando il nuovo progetto “Diventa un supereroe del 118”. «Ci siamo accorti che quando chi ci chiama è giovane è più disposto ad ascoltare per capire come comportarsi», continua Sesana. «E nei casi di emergenza agire immediatamente può essere decisivo: i ragazzi sono in grado di seguire le nostre indicazioni e soprattutto nei casi di arresti cardiocircolatori la loro azione è fondamentale in attesa dell’arrivo dell’ambulanza». L’obiettivo è renderli proattivi e spiegare loro che il 118 non è solo un numero da chiamare per poi aspettare l’arrivo di un esperto, ma uno strumento da sfruttare in una situazione difficile. «Il nostro è un progetto di cultura: vogliamo sfruttare la capacità dei giovani di utilizzare i social network per informarli e fare prevenzione».

E un altro progetto orientato ai ragazzi è quello pensato dal Comune con l’Ordine degli psicologi della Lombardia per allargare il trattamento del disagio minorile nelle scuole e negli altri luoghi frequentati dai giovani milanesi. Nel protocollo d’intesa firmato dai due enti è anche prevista la sperimentazione dell’affiancamento di uno psicologo al medico di base e l’estensione dei servizi psicologici alle fasce di popolazione meno abbienti.

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  • allianz

    22 Settembre 2012 - 15:03

    Nei primi anni 70 avevamo la loro stessa età.La sera in estate,ci riunivamo sotto al "castagnone"e si stava tra noi fino alle prime luci dell'alba.A volte arrivavo a casa,disfacevo il letto e andavo a lavorare per fare vedere a mia madre che avevo riposato.A quei tempi c'era piu' dialogo,piu' serietà,forse avevamo piu' valori noi di quanto i giovani d'oggi ne abbiano.discoteche ce n'erano poche,e di certo in quelle poche che esistevano,la dentro di pastiglie strane non ne giravano.Qualche liquore qualche rara e sporadica ciucca e basta.Siamo arrivati a 50 anni ed ogni tanto ci si ritrova a parlare di sfuggita,ma ci si parla ancora.Questi hanno quello che noi a quei tempi NON avevamo e NON sono felici.A noi bastava poco per esserlo.Sinceramente non li capisco.....

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  • Borgofosco

    22 Settembre 2012 - 10:10

    Il vecchio modo di pensare è quello di considerare sempre migliore quanto c'era oppure quanto avveniva in passato. La modernità, così come il modernismo, non possono essere demonizzati, ma vanno indirizzati. Nei processi evolutivi le storture devono essere comprese e corrette però con metodi democratici. Ecco la democrazia evidenzia le sue imperfezioni proprio su questi avvenimenti apparentemente degenerativi. Io rimango dell'idea che la democrazia sia il male minore tra tutti i regimi proponibili. Detesto i sistemi di dittature militari e quelli autocratici. Tuttavia la degenerazione soprattutto nella moralità ha raggiunto limiti preoccupanti. Ma un male non si può contrastare o sconfiggere con un rimedio peggiore del male stesso.

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  • ciannosecco

    22 Settembre 2012 - 10:10

    ce ne eravamo già accorti leggendo i sinistrati su forum.

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  • beatles14

    22 Settembre 2012 - 01:01

    delle pseudo libertà che dal '68 in poi hanno appestato il mondo privandolo di valori forti. La colpa è dello sfascio della famiglia, dell'irrisione dei principi religiosi, dei genitori "amici"...Come dice il Presidente: si raccoglie ciò che si semina. E andrà sempre peggio.

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