Cerca

La tassa più odiata

Fare ricorso contro l'Imu? Tremonti pubblica i moduli

L'ex ministro: "E' incostituzionale". Sul suo sito spiega come chiedere indietro i soldi. E le simulazioni del redditometro svelano: bastonati i single

Giulio Tremonti

Giulio Tremonti

di Francesco De Dominicis

L’Imu sulla prima casa? È «incostituzionale». Perché «non è una imposta sulla proprietà, ma contro la proprietà e il risparmio degli italiani. Per questo, si può e si deve reagire per farne dichiarare l’incostituzionalità». Parola di Giulio Tremonti. Mentre il Pdl studia le mosse per azzerare il balzello sull’abitazione principale (si veda l’articolo a pagina 3), il ministro dell’Economia lancia l’offensiva per recuperare quanto versato dai cittadini nel 2012, tra il primo acconto di giugno e il saldo di dicembre. Una botta da 4 miliardi di euro che ha steso le famiglie italiane. Il professore di Sondrio, che nel 2008 con il premier Silvio Berlusconi aveva firmato il decreto per l’abolizione dell’Ici proprio sulla prima casa, è partito a testa bassa e sul sito internet www.listalavoroliberta.it ha pubblicato i moduli per chiedere alle amministrazioni locali la restituzione delle somme versate. 

 Una iniziativa che potrebbe aprire le porte a una vera e propria class action fiscale. Tremonti ha articolato l’operazione in quattro fasi: istanza di rimborso al sindaco, ricorso alla commissione tributaria provinciale, denuncia di incostituzionalità, sentenza della Corte costituzionale. Perché l’Imu sulla prima casa calpesta i principi della Legge fondamentale dello Stato? Spiega Tremonti: «I vizi costituzionali  hanno origine e derivazione dalla scelta di sviluppo della sua base imponibile, identificata in valori immobiliari che sono stati rivalutati di colpo e di imperio, in forma lineare, senza alcun collegamento con i valori economici reali sottostanti e in più senza flessibilità nella previsione di criteri correttivi successivi». Secondo l’ex ministro «i valori immobiliari possono scendere o precipitare (ed in realtà stanno davvero scendendo o precipitando), ma il debito di imposta resta sempre uguale!».
Frattanto, visto che manca poco più di un mese al fischio di inizio, sale l’attesa per il redditometro: l’attesissima partita  sta per cominciare. Ma le regole del gioco non sembrano uguali per tutti. O, per lo meno, non appaiono omogenee. E visto che si tratta di fisco, non è un aspetto di secondo piano. I nuovi strumenti dell’amministrazione finanziaria messi in campo per dare la caccia ai furbetti delle tasse potrebbero favorire le famiglie numerose e, in qualche modo, penalizzare i single. Una sorta di clamorosa disparità di trattamento (vietata dalla Costituzione italiana) che, nei prossimi mesi, appassionerà gli esperti di diritto e che, tra poche settimane, potrebbe mettere nei guai parecchi contribuenti italiani. Il fisco spia i contribuenti con un sistema unico, ma quando si tratta di fare i conteggi e di calcolare il reddito presunto, sulla base delle spese e dei beni posseduti, usa una doppia velocità. Due regolamenti diversi. Illegale? Si vedrà.

A svelare ieri il trattamento diversificato per i nuclei familiari è stato il Sole24Ore. Che il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto sul nuovo redditometro ha affidato agli esperti tributari la realizzazione di prime simulazioni sulla congruità dei redditi dichiarati da alcune famiglie tipo. Un’operazione che ha portato alla luce il fatto che la «spesa media non cresce in proporzione ai componenti il nucleo familiare». Contro il redditometro, peraltro, si sono scagliati pure i professionisti. Secondo i commercialisti, i consulenti del lavoro e i tributaristi è necessario che sia riconosciuta ampia possibilità di difesa ai contribuenti davanti agli uffici dell’agenzia delle Entrate in caso di contestazioni di redditi più alti di quelli effettivamente percepiti. Le lamentele dei professionisti ruotano attorno alle spese presunte. Sostengono che non ci siano   parametri credibili e  che uno strumento induttivo, qual è  il redditometro, non possa essere preciso. Non solo. Dicono pure che sia difficile, per il cittadino, conservare tutte le ricevute. A meno che non si intenda trasformare la propria abitazione in un mega archivio di scontrini e fatture.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • dulbecco2

    08 Gennaio 2013 - 22:10

    forza fai vedere chi è il vero Professore...

    Report

    Rispondi

  • toroinfuriato

    08 Gennaio 2013 - 19:07

    Il tuo professore di filosofia e un vero genio. In realtà, purtroppo, i giornalisti che hanno ascoltato le parole di Tremonti le hanno capite molto bene (le hanno capite da Dio) ma si comportano come porci perchè effettivamente sono dei porci al soldo di tutti i veri poteri che comandano nel mondo ed con particolare violenza qui nella nostra povera Italia. In Italia il vero conflitto di interesse è quello tra informazione e finanza; gli editori non devono dare conto hai propri lettori, perché si reggono sui finanziamenti pubblici e quindi con i nostri soldi si dedicano a indirizzare le opinioni fornendo le versioni degli accadimenti che gli fanno comodo. Nessuno ha pubblicato la notizia che l'Argentina ha messo al bando i "Derivati" questa notizia sicuramente non fa comodo alle lobby finanziarie che privatizzano gli utili e scaricano sulla collettività le perdite e si servono dei porci per distrarre l'attenzione mentre loro ficcano le mani nella marmellata.

    Report

    Rispondi

  • toroinfuriato

    08 Gennaio 2013 - 19:07

    Caro Zorro hai scelto un nicname che non ti si addice. In spagnolo zorro significa volpe e nel tuo caso, visto quello che scrivi, si potrebbe dire:" ha le orecchie a punta, ma non mi sembra una volpe" Dovresti sapere che la tassa di cui parla Tremonti ha lo stesso nome, ma non assomiglia neanche lontanamente a quella che aveva introdotto il governo Berlusconi. L'IMU di Berlusconi era un primo passo verso il federalismo fiscale perché l'imposta era solo comunale ed il sindaco ne avrebbe dovuto dare conto ai cittadini. L'IMU di Monti è una tassa che rimpingua le casse dello Stato e i comuni devono ricorrere ad una maggiorazione per avere qualcosa. Devi anche sapere che l'IMU sulla prima casa ha prodotto un gettito di 4/5mila miliardi e devi sapere che sono serviti a salvare il Monte dei Paschi. Devi sapere che le banche che avevano ricevuto un accertamento di ca. 5 mild hanno transato con un miliardo e hanno risparmiato un importo pari all'intero introito della IMU sulla prima casa......

    Report

    Rispondi

  • osicran2

    08 Gennaio 2013 - 19:07

    Una cosa semplice la fanno diventare difficile. Se si spende più del reddito dichiarato, due sono le cose: o si è fatto ricorso a risparmi pregressi e, in tal caso l'ag. delle entrate conosce già tutto, o si è dichiarato meno del dovuto! Infine, il possesso di beni mobili ed immobili può essere un indicatore della spesa corrente, in quanto occorre denaro per il loro acquisto e mantenimento, ma la stima di tali spese deve essere coerente e non fantasiosa.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog