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Peggio di noi solo la Grecia

In sei anni l'euro ci ha rubato
oltre il 15% del nostro reddito

Uno studio dimostra l'impoverimento progressivo provocato dalla moneta unica. In termini reali il potere d'acquisto italiano è inferiore anche alla Spagna

In sei anni l'euro ci ha rubato
oltre il 15% del nostro reddito

 

di Attilio Barbieri

L’euro ci ha resi tutti un po’ più poveri. In sei anni, dal 2005 al 2010, la moneta unica ha ridotto il  potere d’acquisto dei cittadini da un minimo del 10% a un massimo del 18%. I più fortunati in questa classifica dell’impoverimento, manco a dirlo, sono i tedeschi: per loro 100 euro del 2005, valevano sei anni dopo circa 90. Appena sotto i francesi con 89 euro. Poi arriviamo noi italiani, con 87 euro, seguiti da spagnoli (85) e greci (82). A fare il conto di quanto ci è costata la valuta di Eurolandia è stato l’ufficio studi dell’Adepp, l’associazione degli Enti previdenziali privati che ha messo a confronto i prezzi di alcuni servizi nelle capitali di Italia, Francia, Germania, Spagna e Grecia. E incrociandoli con i salari medi percepiti nelle diverse città. Lo studio pubblicato da Milano Finanza mostra un fenomeno preoccupante: tutti i Paesi presi in esame hanno subito una flessione del potere d’acquisto dovuta all’aumento dei prezzi. A fare la differenza, secondo gli esperti dell’Adepp, sono le politiche economiche e le politiche dei redditi adottate dai governi nei singoli Paesi.

Ma le vere sorprese arrivano soprattutto dal confronto dei valori assoluti. Scopriamo ad esempio che se a Berlino affittare un appartamento di 4 camere arredato costa in media 2.500 euro, a Roma se ne pagano addirittura 3.400. Meno dei 3.600 auro di Parigi, certo, ma bisogna considerare che da noi il salario medio è di molto inferiore: 9,40 euro l’ora contro i 14,30 della Francia e i 13,60 della Germania. E in queste poche cifre sta la spiegazione dell’abisso che ci separa dagli altri Paesi della eurozona in termini di potere d’acquisto reale. In questa classifica della vera povertà - che spiega fra l’altro le difficoltà delle famiglie di arrivare alla fine del mese - siamo perfino davanti agli spagnoli. Nonostante i conti e le finanze di Madrid siano più dissestate di quelle italiche. Già, perché un madrileno per affittare il solito quadrilocale arredato spende molto meno di noi, 2.300 euro contro i nostri 3.400, ma ne guadagna di più: 11,30 euro netti l’ora contro i nostri 9,40.  E anche in questo caso i conti, purtroppo, tornano. Con una struttura di costi della vita più alti incassiamo meno per ogni ora lavorata. 

Discorso a parte merita la Germania, dove a fronte di un aumento della produttività i salari sono  cresciuti parecchio nell’ultimo decennio, con una conseguenza non trascurabile: più soldi in circolazione consumi al riparo dalle cadute che invece hanno colpito il nostro mercato interno.

Lo studio dell’Adepp, semmai, ha un unico limite. Si ferma al 2010, mentre sappiamo che da allora a oggi le cose sono peggiorate di molto, soprattutto nei Paesi più deboli, Grecia, Spagna e Italia.

 

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Commenti all'articolo

  • Logmain

    09 Aprile 2013 - 09:09

    Se fosse colpa dell'Euro tutti i paese sarebbero messi male. In realtà l'Italia è così perchè è un popolo di ladri farabutti. I bottegai hanno raddoppiato i prezzi il giorno dopo l'arrivo dell'euro. E se a Roma gli affitti sono alle stelle cacchio c'entra l'euro? Se la stessa medicina della stessa azienda a Milano la pago il doppio che a Berlino ... cosa c'entra l'euro visto che in entrambi i paesi vige la stessa moneta?

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  • biasini

    09 Aprile 2013 - 09:09

    L'euro, con i suoi vincoli, rende difficile mangiare a scrocco come si faceva prima con le periodiche svalutazioni della lira. Bisogna prenderne atto e accettare che "ogni pasto non è a gratis". Pertanto è urgente applicare il detto si S. Paolo "chi non lavora non mangi neppure" e abbandonare al proprio destino la parte di Italia -sostanzialmente dalla Toscana compresa in giù- che ha la bella abitudine di preferire una giornata di sole ad un'ora di lavoro.

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  • andresboli

    09 Aprile 2013 - 08:08

    Da quando esiste l'euro non potendo svalutare, si abbassano gli stipendi lo sanno TUTTI! L'italia ha dovuto massacrare i suoi dipendenti per restare competitiva, dimenticando però che esiste un patto fra le aziende (ricche) e lo stato. Tu non mi fai il controllo fiscale, ma accetto un costo del lavoro alto in modo da pagare le spese dello stato. Questo silvio lo sa bene peccato che ora non si può più giocare su due tavoli, o le tasse le pagano tutti, o si colpiscono i dipendenti come ha fatto lui in questi 20 anni! forza silvio questi comunisti dovrano lavorare gratis!!

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  • mpex81

    09 Aprile 2013 - 07:07

    Il problema non è l'euro ma chi ha gestito la transizione dalla lira alla nuova moneta europea. Chi ha permesso che ci fossero speculazioni e facili raddoppi dei prezzi. E indovinate chi governava in quel periodo ? Purtroppo gli Italiani hanno la memoria corta. I governi Berlusconi sono stati DISASTROSI dal punto di vista economico e non per colpa di Casini o Fini che contavano quando il due di picche ma per un premier che aveva i suoi interessi e un ministro dell'economia la cui incapacità è pari alla sua prosopopea ....

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