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L'audio su LiberoTV

Una scenata pianificata?
L'audio che può imbarazzare
la madre di Padova

L'avvocato della signora spiegava come imbeccò un bimbo conteso dai genitori: "Gli dissi di fare i capricci con la polizia. Minacciò di gettarsi dalla tromba delle scale e non lo portarono via". ASCOLTA L'AUDIO

Una scenata pianificata?
L'audio che può imbarazzare
la madre di Padova

 

Il caso del bambino di Padova "rapito" della polizia continua ad essere al centro di dibattiti e discussioni. Smorzato l'impatto emotivo delle immagini, che sono state per quanto possibile metabolizzate, iniziano a farsi strada anche delle domande, più o meno scomode. Il tema, quello delle separazioni con bimbi contesi, è delicatissimo. Risulta naturale, ora, interrogarsi sul perché madre e zia, nel momento dell'esecuzione del provvedimento giudiziario, fossero lì. Risulta naturale interrogarsi sul perché siano state prontissime nell'immortalare tutto con un telefonino. Certo, la scarsa umanità dei poliziotti ha colpito; hanno fatto il loro dovere, ma andando oltre quel "minimo di violenza" necessaria per raggiungere l'obiettivo. Altrettanto certo, madre e zia non volevano rispettare il provvedimento di un giudice, e hanno fatto di tutto per ostacolare i poliziotti e, di conseguenza, hanno fatto di tutto per sottoporre il loro bimbo a uno choc terrificante. Le due donne hanno sfidato le istituzioni, e i poliziotti hanno dovuto ricorrere alla violenza.

Il ruolo degli avvocati - Un'altra domanda che inizia a fare capolino è quella relativa al ruolo che possono avere gli avvocati in vicende come questa. Che fanno, i legali? Fanno da pacieri o, piuttosto, esasperano le situazioni? Ed entrando nello specifico della vicenda del bimbo di Padova si scopre che l'avvocato Andrea Coffari, che assiste la signora Ombretta, madre del bimbo, ha una storia piuttosto particolare. In giovane età accusava di pedofilia il padre, e il padre fu poi giudicato per due volte innocente da un tribunale. L'avvocato Coffari ha poi subìto una pesante sconfitta nella veste di difensore delle parti civili al processo di appello per il caso dell'asilo Sorelli di Brescia: il caso fu riconosciuto del tutto insussistente (al pari della più nota vicenda di Rignano Flaminio, dove la principale accusatrice degli insegnanti era Barbara Lerici, che con Coffari ha combattuto e combatte molte battaglie sull'abuso dei minori).

Quando "imbeccava" i bambini - Inoltre, semplicemente "googlando" il nome Andrea Coffari, il motore di ricerca ci consegna molte informazioni su come l'avvocato sia stato coinvolto in diversi processi che, con sentenze definitive, hanno stabilito che i suoi assistiti avevano presentato false denunce di casi di pedofilia e maltrattamenti fisici e psicologici ai danni di minori. Certo, questo non significa nulla, però può aiutare a far luce sul contesto nel quale si è arrivati alla tragedia psicologica filmata da madre e zia. Ben più significativo, al contrario, un audio trasmesso a La Fine del Mondo, la trasmissione radio condotta da Selvaggia Lucarelli su M2o. Nella registrazione, Coffari, al teatro comunale di Sant'Orense, il 12 marzo 2011, getta una luce inquietante sulle modalità con le quali difende i suoi assistiti: il legale spiega di aver imbeccato un minore conteso, di averlo "indirizzato" nei comportamenti, e aggiunge di avergli spiegato cosa dovesse fare per "dimostrare" la volontà di voler stare con un genitore piuttosto che con l'altro. Per inciso, esiste una norma deontologica che vieta agli avvocati di avere contatti con i bimbi, ed è prassi di tutti i tribunali ascoltare le testimonianze dei minori senza i legali preventi. Eppure Coffari narra la vicenda di un bambino, Matteo, una vicenda per molti versi simile a quella di Padova, e di quello che suggerì al piccolo di dire in presenza dei poliziotti che si sarebbero presentati per affidarlo al padre, come aveva stabilito un provvedimento giudiziario: "Se tu hai detto che non ci vuoi andare, devi farglielo capire. Fai i capricci, come li fai per le figurine". E i capricci li fece, "con forza, con violenza. Minacciò di buttarsi giù dalle scale. E nessuno venne a prendere questo bambino".

 

 

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Commenti all'articolo

  • albertone_73

    16 Ottobre 2012 - 14:02

    Mi sembra che nonostante sia ormai passato tempo sufficiente per chiarirsi le idee, ci sia ancora una certa confusione nei commenti sulla cronologia degli eventi e persino sul significato degli eventi stessi. Non siamo di fronte a un caso nel quale il tribunale dovra' decidere, ma al contrario il tribunale ha deciso; non si tratta di un colpo di mano, ma dell'esecuzione forzata di una sentenza, atto estremo stante il fatto che il dispositivo non aveva avuto finora effetto. Il ragazzino non e' stato rapito ma e' stato allontanato dalla madre. Per dirla tutta, il ricorso alla forza pubblica e' l'extrema ratio quando si e' gia' tentato tutto il possibile, tenendo ben presente che quanto previsto dalla sentenza deve essere eseguito. Il resto sono espedienti per cercare di eludere la decisione del tribunale. E la PAS? La questione sulla sua esistenza, riportata alla realta', si limita alla sua mancata menzione in un manuale diagnostico, nient'altro.

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  • Chry

    16 Ottobre 2012 - 13:01

    "i poliziotti hanno dovuto ricorrere alla violenza" possono cambiare i fattori ma il risultato non cambia...

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  • mania

    16 Ottobre 2012 - 12:12

    allora che l'avvocato della signora abbia o non abbia detto bla bla conta un fico secco, allora diciamo anche che ieri quello psichiatra che ha fornito al magistrato una perizia che ha concesso al padre questo intervento, lo stesso psichiatra presente al momento del "rapimento" del bambino,ha telefonato in diretta a canale 5 dicendo testualmente:"la PAS NON ESISTE" quello che è vergognoso è il modo di trattare questo bambino che un padre violento (anche lui avvocato combinazione) trascina per i piedi sul selciato incurante che si possa ferire e che in base a qualcosa che non esiste si vede assegnare la patria potestà, io credo invece che questo bambino abbia più di una buona ragione per non voler avere a che fare con un padre violento

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  • borotalco

    16 Ottobre 2012 - 11:11

    che dice che la PAS non esiste é il primo ad esserne affetto (ha denunciato per due volte il padre di pedofili, risultato poi innocente, perché probabilmente messo su dalla madre),.questo personaggio va sottoposto a sanzioni disciplinari se non espulso dall'albo

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