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Ricorso rigettato

Unipol, la Cassazione conferma la prescrizione per Silvio e Paolo Berlusconi

Unipol, la Cassazione conferma la prescrizione per Silvio e Paolo Berlusconi

I giudici della sesta sezione penale della corte di Cassazione hanno rigettato il ricorso avanzato dai difensori di Silvio Berlusconi e Paolo Berlusconi contro la dichiarazione di prescrizione emessa dalla corte d’appello di Milano nell’ambito del processo Unipol. I ricorrenti avevano chiesto il proscioglimento nel merito dalle accuse di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio e pubblicazione illecita dell’intercettazione tra l’allora segretario dei Ds, Piero Fassino, e l’ex ad di Unipol, Giovanni Consorte. Accolta quindi la richiesta di rigetto del ricorso avanzata dal sostituto procuratore generale Francesco Salzano. La Cassazione ha rigettato il ricorso dei difensori di Berlusconi e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a rifondere le spese sostenute dalla parte civile liquidate in 4mila euro più Iva.

La vicenda giudiziaria - Al centro del processo, la pubblicazione sul quotidiano ’Il giornale' il 31 dicembre 2005, dell’intercettazione - coperta da segreto - della telefonata(con la nota frase "abbiamo una banca") intercorsa tra Fassino e  Consorte. In primo grado Silvio Berlusconi era stato condannato ad un anno; il fratello Paolo, in quanto editore de Il Giornale, era stato condannato a due anni e tre mesi. Il reato era stato contestato dal 1° settembre 2005 al 31 gennaio 2006: da qui l’intervenuta prescrizione pronunciata in secondo grado. Salzano, nella requisitoria, ha sottolineato come la Corte d’appello abbia "adeguatamente motivato" e "compiutamente esaminato tutte le criticità" della vicenda valutando in maniera "adeguata l’attendibilità delle dichiarazioni sfavorevoli nei confronti degli imputati".  La tesi del pg è: senza "l’apporto concorsuale" dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi "non ci sarebbe mai stata la pubblicazione su Il Giornale" dell’intercettazione telefonica sulla tentata scalata di Unipol a Bnl, a proposito della quale l’allora leader dei Ds Piero Fassino aveva pronunciato la frase "Abbiamo una banca". 

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Commenti all'articolo

  • Anna 17

    Anna 17

    01 Aprile 2015 - 08:08

    Ritengo che l'oggettività della magistratura debba essere una cosa importante, invece dobbiamo notare che le comiche finali imperversano, come pure certi commenti di soggetti mentalmente instabili. Pubblicare impunemente intercettazioni private di Berlusconi è pratica usuale, pubblicare intercettazioni pubbliche dei sinistrati è reato. Pazzesco.

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  • gianni-1

    gianni-1

    31 Marzo 2015 - 20:08

    Essere ricchi aiuta,,,,, dopo dirà,,,,,,,, avete visto sono innocente,,

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  • tatanu

    31 Marzo 2015 - 20:08

    Era cos' semplice.... rinunciava da subito alla prescrizione ed il processo si sarebbe concluso con una sentenza e non con la prescrizione. Perché non ha provveduto alla rinuncia ????

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