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Bonaccini fa lo struzzo: "Per qualche settimana, aboliamola". L'ultimo rovinoso disastro

sabato 12 settembre 2026
Bonaccini fa lo struzzo: "Per qualche settimana, aboliamola". L'ultimo rovinoso disastro

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Nel giro di pochi giorni Stefano Bonaccini è passato dagli insulti, più o meno volontari, agli elettori di centrodestra alla tattica dello struzzo. Ovvero, di fronte a un problema politico evidente per il centrosinistra, ossia quello delle primarie (e soprattutto delle loro conseguenze sull'alleanza) la soluzione sarebbe quella di mettere la testa sotto la sabbia. 

Non è un periodo particolarmente fortunato, insomma, per l'europarlamentare e presidente del Partito democratico. Intervenendo a Corrente alternata su Giornale Radio, Bonaccini ha lanciato una proposta un po' bislacca: "Per qualche settimana abolirei la parola primarie, perché se parliamo solo di primarie adesso parliamo di nomi e cognomi, mentre noi abbiamo bisogno di chiudere sui contenuti". Anche in questo caso, forse, la formula utilizzata dall'ex governatore dell'Emilia Romagna può risultare a molti un po' infausta. 

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"Le prossime settimane dovranno essere spese dalla coalizione di centrosinistra per scrivere quella che io chiamo l'alternativa, il programma dell'alternativa. Non basta essere solo contro gli altri, non basta parlare male di Meloni la sera: ci vuole un progetto per il Paese. Un minuto dopo decideremo in che modo scegliere la leadership: o con le primarie o con il primo partito che esprime chi guida il Paese", ha aggiunto.

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Più o meno lo stesso concetto è stato ribadito dal palco della Festa regionale del Pd della Sardegna ad Alghero. "Dobbiamo unire il centrosinistra" per costruire un'alternativa al governo Meloni", insiste Bonaccini, uscito sconfitto a sorpresa da Elly Schlein nella sfida per la segreteria del Pd. "A Palazzo Chigi c'è Meloni anche per responsabilità e divisioni nel centrosinistra. Ma l'unità non è sufficiente per vincere: serve costruire l'alternativa. Non basta parlare male di Meloni". Bonaccini lancia quindi l'allarme sull'avanzata delle destre in Europa. "Se avanza l'onda nera, l'Europa è a rischio, a cominciare dalla possibile vittoria di Le Pen", ha detto, criticando anche il ruolo del presidente degli Stati Uniti. La risposta, secondo l'ex presidente dell'Emilia-Romagna, è "più Europa", fino alla prospettiva degli "Stati Uniti d'Europa".

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Per Bonaccini occorre superare il diritto di veto dei singoli Stati, che può bloccare le decisioni. "L'Europa deve fare sistema, altrimenti saranno guai", ha sottolineato. Sul tema dei giovani, l'esponente dem ha rilanciato la necessità di riportare in Italia chi è emigrato all'estero. "L'unica remigrazione che serve è riportare in Italia tanti di quei giovani che sono andati all'estero". Per farlo, ha aggiunto, l'Italia deve diventare "un'opportunità" attraverso "la cultura abbinata al lavoro". Quanto al Pd, Bonaccini chiede un partito "più popolare", capace di stare tra i cittadini e ascoltarli. Le priorità indicate sono "lavoro, sanità pubblica, ambiente e sicurezza. Se poi dobbiamo fare le primarie, le faremo, ma non diventi un fatto ossessivo".