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Silvio Berlusconi e lo show che ha fatto infuriare Matteo Salvini, il retroscena: dietro c'è Gianni Letta

di Giulio Bucchidomenica 15 aprile 2018
2' di lettura

Ci sarebbe Gianni Letta dietro lo "show" di Silvio Berlusconi al Quirinale che ha fatto saltare il tavolo tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il retroscena di Repubblica svela come sia stata piuttosto agitata l'ultima notte prima del secondo giro di consultazioni che ha portato il leader di Forza Italia e quello della Lega davanti al presidente Sergio Mattarella, insieme a Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia. Leggi anche: Meloni e Berlusconi, alta tensione dietro la tenda Com'è finita, è cosa nota. Berlusconi che, dietro a Salvini, conta platealmente i tre punti fondamentali concordati con gli alleati, in seconda fila ma da primo attore. E soprattutto la frase su "i veri democratici e chi non conosce l'abc della democrazia", rivolta ovviamente al Movimento 5 Stelle. Una uscita a gamba tesa non prevista che ha provocato le ire dei leghisti e della stessa Meloni. Un colpo di teatro, pare, studiato a tavolino. Fino a poche ore prima, scrive Repubblica, i leghisti erano sicuri di aver convinto al "passo di lato" Berlusconi. Letta però ha ribadito l'importanza di non mollare nulla, formalmente e simbolicamente. Impossibile accettare il veto sulla persona stessa del Cav, posto dai 5 Stelle. "Mercoledì sera c'è stata una spaccatura e Berlusconi non voleva più andare al Quirinale. Poi nella notte tutto è rientrato", ha spiegato il direttore Alessandro Sallusti a Otto e mezzo, da Lilli Gruber su La7. Leggi anche: Salvini, dopo il disastro lo sfogo. "Agli italiani girano le p***" Tutto fila liscio fino alla riunione dei forzisti a Palazzo Grazioli, all'ora di pranzo di giovedì, poche ore prima dell'incontro da Mattarella. Quando verso le 15 arrivano Meloni e Salvini, scrive ancora Repubblica, Berlusconi fa trovare agli alleati un discorso già preparato, con i passaggi chiave del "niente veti", "centrodestra che si fa carico unitariamente della responsabilità di dar vita a un governo" e "credibilità in Europa". Davanti alle telecamere, poi, il colpo di teatro di Silvio: "Dovevo far capire che non sono uno che sta in seconda linea", ha confessato a un giornalista di Radio Capital. Nessuno mette Berlusconi in un angolo, figurarsi se può farlo un Di Maio qualsiasi.

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