Cerca

Appello contro la decadenza

Berlusconi scrive a senatori Pd e 5 Stelle. Leggi la lettera

"Colleghi Senatori, come mi avete già sentito dire io sogno un’Italia in cui lo scontro politico non cancelli il rispetto per le persone e per le regole democratiche. Noi e Voi siamo avversari politici, ma non per questo dovrebbe venir meno il rispetto reciproco come persone che hanno una dignità e come cittadini che hanno dei diritti". Comincia così la lettera che Silvio Berlusconi ha indirizzato ai senatori Pd e M5s sul caso decadenza.   "Con voi senatori del Partito Democratico, inoltre, abbiamo formato - ricorda il leader FI nel testo diffuso dall’ufficio stampa del partito, dopo la lettura in conferenza stampa da parte dello stesso Berlusconi - un governo di larghe intese per fermare la crisi economica e varare finalmente delle riforme istituzionali. Questo governo che abbiamo formato insieme per gli interessi superiori del Paese presupponeva di per sè, all’atto stesso della sua formazione, un clima politico più sereno, collaborativo e dialogante fra tutte le forze politiche della maggioranza".   "Così non è stato, ma resto convinto che senza un’autentica pacificazione, cioè una legittimazione reciproca fra le grandi forze politiche, l’Italia non conoscerà mai quella normalità politica che contraddistingue la vita di tutti gli altri Paesi democratici dell’Occidente", scrive ancora l’ex premier.

"Questo concetto vale anche per Voi, giovani senatori del movimento Cinquestelle. Molti di Voi, ne sono certo, sono animati - riprende Berlusconi nella lettera - da una autentica passione politica e da un sincero amore per l'Italia. La Vostra opposizione è chiara, trasparente e determinata. La Vostra indignazione e la Vostra opposizione ai mali di questo Paese è anche in gran parte fondata e comprensibile".   "Per questo - aggiunge - mi appello anche a Voi: non sacrificate mai le Vostre ragioni politiche ma esercitatele sempre nel rispetto degli avversari politici, per quanto distanti siano da Voi, e per i principi fondamentali della democrazia e della libertà. Per questo Vi chiedo di riflettere davvero nell’intimo della Vostra coscienza, anche se il voto è palese, anzi tanto più in quanto è palese, prima di prendere una decisione che, più ancora che la mia persona, riguarda la nostra democrazia".   "Vi chiedo di valutare attentamente le nuove prove, le testimonianze e i documenti che sono emersi dopo la sentenza della Cassazione. Questi documenti ribaltano completamente la tesi accusatoria che ha condotto alla mia condanna e alle conseguenze sul mio stato di parlamentare. Da un punto di vista strettamente giudiziario - sottolinea - queste prove condurranno necessariamente a una revisione del processo, ma da un punto di vista politico impongono in modo incontrovertibile di rimandare il voto del Senato sulla mia decadenza".   "Sarebbe una macchia incancellabile su questo Parlamento - ammonisce Berlusconi - se venisse presa una decisione senza tener conto dei nuovi elementi che riapriranno il processo togliendo alla sentenza quella 'definitivita” che è il presupposto ineludibile della Vostra pronuncia e prima ancora che si esprima la Corte dei diritti dell’uomo dell’Unione Europea sulla retroattività della legge Severino".  "Lasciate che si esprima la magistratura sia in Italia che in Europa prima di prendere una decisione che potrebbe successivamente essere sconfessata", è ancora la richiesta del Cavaliere.  

"In caso contrario - avverte - vi assumereste una grave responsabilità. Far decadere dal Parlamento un leader politico che è stato più volte Presidente del Consiglio e che ha rappresentato per molti anni l’Italia sulla scena internazionale, manderebbe alla comunità mondiale un segnale e un’immagine dell’Italia in cui le divisioni politiche giungono fino al punto di eliminare un protagonista della politica che rappresenta milioni di elettori. Arrivano persino a calpestare i principi essenziali della vita democratica".   "Riflettete dunque, colleghi Senatori, riflettete prima di prendere una decisione così grave. Non lasciate che nella vostra coscienza le convenienze politiche del momento prendano il sopravvento sulla verità e sulla giustizia. Non assumetevi una responsabilità che - dice sempre Berlusconi - graverebbe per sempre sulla vostra immagine, sulla vostra storia personale, sulle vostre coscienze. Una responsabilità di cui nel futuro dovreste vergognarvi di fronte ai vostri figli, ai vostri elettori, di fronte a tutti gli italiani. Vi ringrazio Silvio Berlusconi".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Renatino1900

    27 Novembre 2013 - 15:03

    veramente ti dimentichi che il pareggio di bilancio nel 2013 invece che nel 2014 lo ha deciso il tuo idolo.... smemorato!

    Report

    Rispondi

  • struzzo

    26 Novembre 2013 - 13:01

    Potrebbe provare a scrivere a Babbo Natale....

    Report

    Rispondi

  • antonimo

    26 Novembre 2013 - 12:12

    In passato le lobby della finanza facevano i colpi di stato servendosi dei generali felloni, ora bastano i magistrati, magari anche “a loro insaputa”. In questo modo gli avversari politici possono essere perseguiti nel “rispetto delle regole” e se qualcuno avanza dubbi, basta dire che le sentenze che vanno rispettate. Consumato il rito espiatorio ed appagata la sete di “giustizia” delle masse, i politici al servizio delle lobby di cui sopra, potranno continuare a vessare i cittadini, in nome del pareggio di bilancio al 3% imposto dalla troika o dei “compiti a casa” che poi risultano sempre sbagliati. Resta da stabilire fino a quando i cittadini permetteranno che il partito trasversale delle banche, delle tasse e della manette, abusi della loro pazienza.

    Report

    Rispondi

  • kobra1

    26 Novembre 2013 - 12:12

    ... se mi votate contro, peste vi colga

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog