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Mughini attacca Massimo Fini: "Scrivi solo puttanate, quanto sterco..."

Eliana Giusto
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Era uno dei suoi comandamenti (non pronunciare il nome di Massimo Fini) ma non può rispettarlo, non può dopo l'intervista che ha rilasciato al Fatto Quotidiano domenica 21 dicembre. Così Giampiero Mughini su Dagospia attacca l'ex collega: "Solo sterco", "Mai viste tante puttanate in così poche righe". La versione di Fini - Tutto parte dalla rievocazione da parte dell'esperienza di Pagina, un mensile liberal della metà degli anni Ottanta "al quale io attribuisco il merito di avere dato vita al filone né di qua né di là, al filone di quanti non facevano il tifo per nessun delle due Armate Brancaleone che hanno scandito la storia (sciagurata) della Seconda Repubblica, quelli che cinque volte al giorno si genuflettevano a invocare il Meno male che Berlusconi c'è e quegli altri che cinque volte al giorno invocavano che venisse appiccato per i piedi nel fatidico piazzale milanese". Nell'intervista Fini racconta: "Faccio Pagina con Aldo Canale, un vero genio. Abbiamo fatto scrivere per la prima volta Giuliano Ferrara […] Ernesto Galli della Loggia e Pigi Battista che era il nostro ragazzo di bottega. Bravissimo, oggi totalmente guastato nel fare il mestiere. C'era anche uno sconosciuto Paolo Mieli".  La versione di Mughini - E qui Mughini si scatena: "Giudizio su Canale a parte (giudizio che condivido al 100 per cento), difficile racchiudere tante puttanate in così poche righe". Fini "ci mette tutta la volgarità intellettuale di cui è capace quando parla di Galli della Loggia o di Mieli, che ai suoi occhi hanno il difetto micidiale di essere riusciti lì dove volevano riuscire. E laddove Fini erutta tutto il veleno che gli scorre nelle vene per essere restato ai margini della professione, cosa in realtà dovuta al suo spirito libero e indipendente. Ciò che io mille volte gli ho riconosciuto". Infatti, continua Mughini "un paio d'anni fa mi aveva mandato un suo libro con delle righe che mi facevano premura a occuparmene, salvo poi scrivere qualche giorno dopo un articolo di insulti nei miei confronti che a tutt'oggi non perdono al Fatto di avere pubblicato. E anche se alcune delle espressioni più colorite i redattori del quotidiano romano le trassero via, e difatti Fini di quell'articolo ne pubblicò la versione integrale su un suo blog, convinto che l'umanità non dovesse perdersi nulla del suo sterco. Il mio decimo comandamento mi impone di non replicare agli insulti, semmai di aspettarne l'autore sotto casa. Fini abita a Milano, troppo lontano".   

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