Guerre, costi dell’energia e transizione ecologica. I fattori della profonda crisi dell’automotive nel mondo sono molteplici. In Europa nel 2025 - secondo il report annuale di AlixPartners - sono state vendute circa 18,7 milioni di vetture (inclusi veicoli commerciali leggeri), ne sono state prodotte 17 milioni, a fronte di una capacità teorica di circa 28 milioni. Di questo si discute a 4 di Sera, il programma di approfondimento di Rete 4 condotto da Francesco Vecchi.
Tra gli ospiti c’è Stefano Bonaccini, che pensa sia stato fatto un errore con il Green Deal: “Penso sia sacrosanto, sia l'obiettivo e la transizione necessaria, però io penso che sia stato fatto un errore: andava fatto per gradi e soprattutto il Green Deal avrebbe avuto bisogno e avrebbe bisogno di un po' più di incentivi e un po' meno di sanzioni e regolamentazioni. Perché è evidente che nelle nostre città chi ha l'auto che inquina sono le persone più povere o comunque quelle che non hanno un conto corrente di un certo tipo e se noi non garantiamo a coloro di poter sostituire l'auto con un incentivo importante, il rischio è che saranno quelli penalizzati e penseranno che l'élite, cioè tutti noi qui in Europa o nei vari governi dei 27, facciamo le misure per noi o per chi se lo può permettere. L'Unione Europea deve provare a correggere e dare un po' di differenziazione, ma con un obiettivo però che non può essere messo in discussione ogni volta. La transizione è giusta, ma bisogna che troviamo la compensazione per non perdere posti di lavoro e in ogni caso procedere con più incentivi”.
"È stato fatto un errore nel Green Deal: andava fatto per gradi e avrebbe avuto bisogno di maggiori incentivi e meno sanzioni e regolamentazioni"
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A seguire c’è il giornalista Antonio Caprarica, che elogia le misure dell’Italia sull’emergenza climatica: “Per quanto riguarda il Governo, penso abbia messo in campo delle misure per proteggere l'emergenza che perfino l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha preso, ha indicato come esemplari per il resto dei paesi d'Europa. Segnatamente la OMS ha indicato Spagna e Italia per le iniziative di emergenza riguardanti il mondo del lavoro, con il divieto di lavorare nelle ore più calde, con l'accesso facilitato alla cassa integrazione. La Spagna ha attivato i famosi rifugi contro il caldo nelle città, eccetera. Il punto vero è che non c'è un’attenzione continuata e costante al tema del riscaldamento climatico e quindi ai modi di evitare di arrivare all'emergenza. Perché qui il punto fondamentale è che se noi non procediamo e non allunghiamo il passo sulla decarbonizzazione, non andremo avanti”.
"Le misure del governo contro l'emergenza climatica sono state indicate dall'OMS come esemplari in Europa"
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Elisabetta Gardini, deputata di Fratelli d'Italia, attacca l’opposizione: "Abbiamo rafforzato dei sistemi di allerta che coinvolgono i comuni, le ASL, ho pagine intere su quello che fa questo Governo per l'emergenza a medio e lungo termine, ma non vi posso annoiare su questo. Mi meraviglia molto che la sinistra che critica il piano di adattamento ai cambiamenti climatici. Lo abbiamo riattivato noi, il rapporto ISPRA ci dice che dal ‘22 al ‘25 l'Emilia-Romagna è passata dall'essere la terza regione per consumo nuovo di suolo a prima regione. Quando ci sono le alluvioni in Emilia-Romagna, prima di pensare che andando con la macchina elettrica che poi porta i soldi alla Cina si abbassano le temperature e non ci sono più le alluvioni, facciano le opere che devono essere fatte e non consumino il suolo diventando in tre anni la prima regione, perché così i fatti parlano chiaramente. Il cambiamento climatico sembra a volte per loro un alibi per non fare quelle azioni che andrebbero fatte per mettere in sicurezza i territori, come stiamo vedendo anche con la commissione d'inchiesta sul rischio idrogeologico”.




