Russell vola quando Antonelli si mura: facile fare il galletto con il prodigio bolognese dal carrozziere. Verstappen risorge e lascia a George il trofeo, ma non un sabato tranquillo. Hadjar dimostra che il secondo sedile Red Bull non è per forza una sedia elettrica. Ferrari è nel profondo rosso: Leclerc difende un quarto posto che certifica l’impotenza, Hamilton incassa, il podio diserta. Norris torna Blando, Piastri inchioda e lascia il podio nella via di fuga. Colapinto, invece, chiude con uno strike che farà riscoprire al Flavione nazionale parole da fascia protetta.
VERSTAPPEN 10
La batteria gli rovina le qualifiche, lui rovina il pomeriggio a Russell. A 196 millesimi dalla vittoria, il secondo posto sembra quasi un refuso da tipografia.
RUSSELL 9
Con Antonelli occupato a presentare il conto al muro, l'inglese ritrova improvvisamente la statura del leader. Si prende il weekend al venerdì e non lo restituisce più. Qualcuno lo rimette già in corsa per il titolo. Super Max, intanto, gli invade perfino la foto del traguardo.
HADJAR 9
Il sedile è abitato. Rientra col polso malconcio e mette fine alla tradizione bibitara del compagno ornamentale. Deve inchinarsi a Verstappen per ordine di squadra. Almeno stavolta l’inchino arriva dal podio.
ANTONELLI 6,5
Si procura la rogna più grande del weekend e la riduce a un quinto posto. Non è perfezione, è immunità al disastro.
LECLERC 6
Primo degli impotenti. Piastri gli consegna il quarto posto, la SF-26 lo costringe a difenderlo da chi partiva sette file dietro. A Maranello ormai si parte davanti solo per farsi superare meglio.
HAMILTON 5
Max e Kimi lo trattano da casello: passano e proseguono. Sesto per saldo contabile, non per resistenza.
NORRIS 5
Si elimina a rate: prima sbaglia da solo, poi Colapinto completa il lavoro. Assolto dall’incidente, non dalla gara al semolino.
PIASTRI 4
Aveva il podio, sceglie la via di fuga. McLaren però non gli chiedeva creatività urbanistica.
FERRARI 3
Cinque gare senza podio e un quarto posto difeso da una Mercedes partita diciassettesima. Il profondo rosso non è più una crisi: è lo standard di gara.
COLAPINTO 0
Uno strike da tre macchine, compresa quella del compagno. La Q3 prometteva punti; lui consegna materiale didattico per il briefing. Dopo quello con Briatore, lo zero potrebbe sembrargli la parte gentile.





