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Ecotassa, la minaccia di Fiat Chrysler: "Se passa misura, costretti a rivedere investimenti sull'Italia"

Matteo Legnani
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L'introduzione della cosiddetta "ecotassa" potrebbe spingere Fiat Chrysler Automobiles a rivedere i propri piani in Italia. "Il sistema di bonus-malus, qualora attuato secondo l'impianto approvato in prima lettura alla Camera, inciderà significativamente sulla dinamica del mercato, in una fase di transizione del settore, costruttori e filiera, estremamente delicata", scrive il responsabile delle attività in Europa, Medio Oriente e Africa di Fca, Pietro Gorlier, in una lettera indirizzata a Antonino Boeti, presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, spiegando le ragioni per cui l'azienda non parteciperà all'assemblea dedicata al futuro del settore auto che avrebbe dovuto avere luogo giovedì 13 dicembre.  "Se tale intervento fosse confermato fin dal 2019, si renderà necessario un esame approfondito dell'impatto della manovra e un relativo aggiornamento del piano annunciato", spiega nella missiva il manager, dopo aver ricordato quelle che sono le cifre per il periodo 2019-2021 presentate a giugno. Per l'Italia, gli investimenti dovrebbero essere pari a 5 miliardi di euro, cifra che verrebbe impiegata per il lancio di 13 nuovi modelli o il restyling di quelli esistenti, oltre che per nuove motorizzazioni con impiego diffuso di tecnologia ibrida ed elettrica. "Al momento - evidenzia però Gorlier - non abbiamo ancora visibilità su quello che sarà lo scenario normativo nei prossimi anni". Motivo per cui l'azienda non potrà presentare al Consiglio le prospettive per l'area territoriale piemontese. Leggi anche: Ecotassa, modello per modello quanto costerebbero in più le auto

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