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Pensioni, un massacro: lo stop all'indicizzazione costa "una mensilità netta ogni anno"

Davide Locano
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Il blocco dell'indicizzazione e della rivalutazione delle pensioni stabilito dalla legge di bilancio? Insieme ai due precedenti interventi dei governi passati arriva a costare "almeno una mensilità netta ogni anno" tra il 2011 e il 2019. Insomma, un conto da capogiro. Ad aver fatto i conti è stato il segretario confederale della Uil Domenico Proietti, secondo il quale "con il blocco della perequazione delle pensioni, stabilito dalla Legge di Bilancio, continua la persecuzione nei confronti dei pensionati italiani in atto dal 2011". Stando ai calcoli della Uil la perdita per la mancata rivalutazione tra il 2011 e il 2018 è costata 79 euro al mese per una pensione di 1.500 euro lordi, che vale fra 3 e 4 volte il trattamento minimo. In totale fanno 1.000 euro annui, con una perdita del 5,32% che, prosegue, "agirà per sempre sul trattamento del pensionato". Tenendo in considerazione anche il blocco stabilito per il 2019, lo stesso pensionato dovrà fronteggiare una perdita complessiva pari a 94,62 euro al mese, corrispondente a 1.230 euro annui, vale a dire una mensilità netta in meno ogni anno che, per effetto dei blocchi previsti, "sarà destinata a crescere fino al 2021". Una stangata clamorosa, insomma. Leggi anche: Pensioni, trucco sporco in quota 100: dove finiscono i tuoi soldi

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