(Adnkronos) - L'avanzo commerciale e' stato di 13,6 miliardi, dipeso principalmente dalla caduta delle importazioni (-7,8%). Il principale mercato di riferimento resta l'Ue27, ma in ridimensionamento: frenano Germania (-1,7%) e Francia (-2,1%), che comunque si confermano i primi due partner commerciali del Veneto. In calo anche i flussi verso i Paesi BRIC, in particolare la Cina (-26,9%), mentre si rivelano piu' dinamiche le esportazioni dirette ai Paesi esterni all'Ue (+6,7%, per gli Stati Uniti +11,1%, per la Svizzera +24,3%). Secondo le stime piu' recenti, le previsioni si confermano negative: nel 2013 il Veneto registrera' una flessione del -0,4% determinata dalla dinamica negativa degli investimenti delle imprese (-2,3%) e dai consumi delle famiglie (-1,2%). Positivo sara' invece il contributo delle esportazioni, che registreranno una ripresa (+3,7%). Il tasso di disoccupazione e' stimato in aumento, riflettendo l'incremento delle persone in cerca di lavoro, e tocchera' nel 2013 l'8,3%. Nel 2012 il numero di imprese attive ha registrato una flessione del -1,2%, pari a oltre 5.600 unita', attestandosi a poco piu' di 450mila. Flessione piu' marcata nelle costruzioni (-3,5%) e manifatturiero (-2,8%), segnale di un processo di deindustrializzazione che, in dieci anni, ha visto perdere al settore oltre 13mila unita'. La dinamica positiva migliore la fanno registrare le public utilities (+15,9%), trainate dal segmento delle energie rinnovabili. Anche i servizi hanno registrato andamento positivo, ad eccezione di trasporti (-1,7%) e commercio (-0,9%). (segue)




