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Imprese: Vandone (Parcol), non andare in Cina e' tentare il suicidio

sabato 30 marzo 2013
Imprese: Vandone (Parcol), non andare in Cina e' tentare il suicidio

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Milano, 25 mar (Adnkronos) - "Non andare in Cina" per le imprese italiane "e' tentare il suicidio". Lo dice all'Adnkronos Giancarlo Vandone, amministratore delegato della micromultinazionale Parcol di Canegrate, in provincia di Milano, che nel 2010 ha aperto uno stabilimento nella Repubblica popolare, a Yixing, citta' della regione del Jiangsu a 150 chilometri a sudest da Nanchino e 210 chilometri a ovest da Shanghai. "Andare in Cina - dice Vandone - significa porsi una sfida che le medie imprese non possono non cogliere". Ad esempio Parcol "dieci anni fa esportava il 5% del fatturato", mentre "nel primo trimestre di quest'anno e' arrivata al 54%". Per riuscire a vincere la sfida, e' necessario "un cambio di mentalita' e cultura aziendale", che trasformi i dirigenti delle imprese italiane da "capiufficio a manager di dipartimenti internazionali". Personale che usi l'inglese e tecnologie informatiche per evitare il piu' possibile la produzione di documenti cartacei, difficili da trasmettere, possono facilitare di molto il lavoro, dice Vandone. La motivazione che ha spinto Parcol ad aprire in Cina e' stata "trovare un rifornimento low-cost di materie prime". In secondo luogo Vandone voleva "entrare nel mercato cinese", dove adesso e' "il maggior fornitore di valvole italiano". Tutto cio' e' raccontato da Vandone a margine di un convegno tenuto stasera a Milano presso la sede di Assomec e parte di una serie di incontri volti a illustrare a una platea d'imprenditori casi di successo aziendale quale quello di Parcol in Cina. (segue)