(Adnkronos) - "Inoltre, in termini anche temporalmente brevi - ha continuato Ciambetti - e' possibile incidere nei limiti del patto di stabilita' che oggi e' ingiusto e viola il principio dell'uguaglianza dei cittadini: veneti, lombardi, emiliani, ma anche toscani e marchigiani, hanno un tetto di spesa ben lontano dalla media nazionale e cosi' in altre regioni l'ente pubblico puo' spendere molto piu' di quanto spendiamo noi. Lo scandalo dei ritardi nel pagamento delle imprese deriva anche da questo scalino: le imprese sono concentrate in quelle regioni dove il Pil deriva dall'industria e dall'economia reale e non e' basato sul pubblico impiego, cioe' proprio in quelle regioni dove il patto di stabilita' e' ben piu' pesante rispetto al resto d'Italia". L'assessore veneto ha poi rilanciato il tema del federalismo fiscale, "unica strada per riuscire a recuperare risorse, costringendo la classe dirigente di quelle aree del Paese che oggi vivono essenzialmente sul trasferimento di fondi pubblici a cercare nuove strade e uscire dalla dipendenza dell'assistenzialismo". "Con questo non voglio dire che regioni come il Veneto debbano stare ferme - ha precisato - noi stiamo giungendo alla fase finale di un lungo percorso, che oggi ha iniziato a dare i suoi frutti, inaugurato lo scorso anno per la riorganizzazione del territorio, l'aggregazione dei servizi e le funzioni associate di piu' Comuni. Non e' pensabile, infatti, la gestione atomizzata dei servizi pubblici in oltre 500 Comuni. Entro la meta' di aprile, poi, dovremmo avere pronto il nuovo piano di dimensionamento territoriale, con i bacini ottimali per l'aggregazione di servizi: si tratta di una svolta epocale". "Ma senza una riforma credibile dello Stato - ha ribadito, concludendo, Ciambetti - non si andra' da nessuna parte: l'immagine di Ugo la Malfa, che descrive un'Italia che ha testa e mente fredda in Europa ma buona parte del corpo immerso nel Mediterraneo e i piedi al caldo, e' oggi piu' che mai azzeccata. Ma questi squilibri, che non sono solo termici, non sono piu' sopportabili".




