Padova, 21 mag. (Adnkronos) - Da una parte gli operai che hanno cominciato un duro percorso di lotta per difendere i loro mille posti di lavoro; dall'altra l'azienda che affida l'aspetto umano della vicenda all'Amminsitratore Delegato che in una lettera cerca di rassicurare. E' la vertenza Safilo che nei giorni scorsi ha annunciato un piano di tagli che prevedeva mille esuberi dopo che la licenza per la produzione di occhiali per Armani era saltata. Dopo il primo incontro interlocutorio di ieri, dove comunque il fronte licenziamenti sembra si possa rivedere ampiamente sulla base dellingresso degli ammortizzatori sociali ed e' stato sostanzialmente accolto positivamente un piano industriale che prevede un raddoppio degli investimenti, domani si terra' un nuovo incontro che dovrebbe mettere le mani sui tagli; i primi a saltare dovrebbero essere i 120 contratti a termine e poi vengono conteggiati circa 100 addetti in esubero a Padova su circa 850 addetti; circa 350 nello stabilimento di Santa Maria di Sala (Venezia) su 700 circa; 550 a Longarone su oltre 1.200. Secondo Roberto Vedovotto, ad dell'azienda che produce occhiali, l'Italia e' nel dna dell'impresa mentre la partita di Armani e' stata decisa su altri tavoli- "Safilo e' oggi molto piu' forte rispetto al passato. Il mancato rinnovo della licenza Armani - scrive l'Ad in una lettera - avrebbe distrutto la Safilo di alcuni anni fa. Un evento cosi' rilevante come il mancato rinnovo di una licenza che pesa per il 20 per cento del fatturato di gruppo e per il 35 per cento dei volumi 'Made in Italy' crea un problema incommensurabile che deve essere affrontato con equilibrio e con senso di responsabilita'". Vedovotto ricorda che "tutta l'azienda si e' battuta strenuamente per rinnovare la licenza" ma "non c'e' stato niente da fare. La decisione era gia' stata presa su altri tavoli e noi l'abbiamo, purtroppo, dovuta subire". (segue)




