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Benzina, un pieno di sconti nei distributori: risparmi mensili fino a 80 euro

di Sandro Iacomettilunedì 28 settembre 2026
Benzina, un pieno di sconti nei distributori: risparmi mensili fino a 80 euro

3' di lettura

Dialogo e diplomazia più efficaci di tasse e misure dirigiste. Mentre la sinistra continua a sbraitare contro il governo, a chiedere stangate sulle compagnie petrolifere o prezzi fissati per legge, le mosse di Palazzo Chigi iniziano a portare frutti abbondanti. Dopo Eni, pure Ip ha deciso di applicare il tetto ai prezzi dei carburanti, allargando enormemente la platea dei distributori coinvolti al 40% di quelli totali sparsi sul territorio italiano. E il conto potrebbe presto allargarsi. A muoversi in scia al colosso guidato da Claudio Descalzi, che da oggi applicherà un prezzo massimo di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro al litro per la benzina nella sua rete Enilive (circa 4mila distributori), ieri si aggiunta anche la Socar. Nome che ai più non dira molto, ma che è proprietaria della rete Ip, la più grande in Italia con 4.500 pompe, e pure di quella a marchio Esso, oltre 2mila distributori. Il gruppo, si legge in una nota, «ha deciso di rafforzare il proprio impegno nei confronti dell'Italia, con l'obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti». Per ora l’impegno riguarda il marchio Ip, ma la società fa sapere che presto il tetto potrebbe essere esteso anche ad Esso, portando i distributori coinvolti oltre i 10mila sui circa 22mila totali presenti in Italia.

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Ad intervenire, stavolta, non è una partecipata pubblica, ovviamente più sensibile nel sostenere il sistema Italia. L’aiuto arriva da lontano. Socar, infatti, che lo scorso 8 maggio ha finalizzato l'acquisizione di Italiana Petroli da Api Holding, è la compagnia petrolifera e del gas statale dell’Azerbaigian. La stessa che ci ha dato una grossa mano attraverso il gasdotto Tap (vi ricordate? quello che il campo largo non voleva) portando in Puglia circa 10 miliardi di metri cubi all’anno di metano, che grazie agli accordi tra il governo italiano e quello azero sono già passati nel 2026 a 11,2, con l’impegno di accrescere ancora la fornitura negli anni successivi fino ad arrivare a 20 miliardi. «È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti. Desidero ringraziare per questo il Presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf», ha detto Giorgia Meloni, sottolineando l’importanza di un’iniziativa che non era dovuta né scontata. Ma che è il frutto di un rapporto intenso tra i due Paesi che la premier negli scorsi anni ha coltivato e costruito in chiave di sicurezza energetica e di rafforzamento degli scambi commerciali. Il capogruppo di Fdi alla Camera, Luigi Bignami, parla «una severa lezione alla sinistra». E guardando le prime stime che circolano sui risparmi concreti e immediati per famiglie, lavoratori e imprese, è difficile dargli torto. I risparmi previsti non sono proprio bruscolini.

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QUANTO SI RISPARMIA?
A fare i primi calcoli è l'Adusbef, sulla base dei listini medi dei carburanti comunicati dal Mimit. Sulla rete ordinaria l'iniziativa di Eni porterà un litro di benzina a costare 16,9 centesimi di euro in meno rispetto ai listini attuali, pari ad una minore spesa da 8,45 euro a pieno, spiega Adusbef. Per il gasolio il prezzo fisso di Eni consentirà un risparmio da 18,7 centesimi di euro al litro, pari ad una minore spesa da 9,35 euro a pieno. Calcolando la spesa di una famiglia con due auto, il risparmio potrebbe salire fino a 17,80 euro a settimana cioè circa 80 euro al mese, stima il Centro Studi di Unimpresa, che allarga i calcoli anche alle le piccole imprese che lavorano con furgoni e veicoli commerciali leggeri: per loro il risparmio va da 12 a 37 euro settimanali per mezzo al netto dell'Iva, cioè da 50 a 160 euro al mese; per una flotta di dieci furgoni il beneficio arriva a 245 euro settimanali e a oltre 3.300 euro fino a fine anno. Intanto il governo lavora anche ad un aumento della capacità di raffinazione, ridotta in tutta Europa in nome del green deal e strettamente legata all’aumento dei prezzi. Il vertice con le aziende del settore è stato convocato per giovedì prossimo.