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Sanità, scuola e armi: tutte le bufale rosse sui tagli

di Antonio Castrolunedì 2 novembre 2026
Sanità, scuola e armi: tutte le bufale rosse sui tagli

3' di lettura

Tradizionale botta e riposta sulla finanziaria. Il testo della legge di Bilancio non ha fatto in tempo a sbarcare in Parlamento che le opposizioni e i sindacati partono all’attacco. E contestano i singoli provvedimenti: dai fondi per la scuola a quelli per la sanità, dalle pensioni ai tempi per il rimborso dei fondi per gli interventi previsti per le ristrutturazioni. Ma le partite più delicate politicamente restano scuola e sanità. Al netto di tutte le modifiche e i ritocchi che potrebbero e verranno fuori fino a fine dicembre - con gli interventi in commissione e poi con le tradizionali trattative parlamentari - per ora è cominciato il botta e risposta politico. Il centrosinistra contesta tutto. A cavalcare le polemiche sui social è l’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che si scatena: «La sanità riceverà la metà dei fondi necessari richiesti dalle regioni e dallo stesso ministro», scrive il presidente del Movimento 5 stelle. Poi contesta i «14 miliardi in più nel biennio per armi e difesa» mentre si taglia sugli organici per le scuole: «Tagliano oltre 7mila posti: quasi 5mila insegnanti e 2mila tra amministrativi e collaboratori scolastici».

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Poi Conte mischia i fondi per La replica arriva a stretto giro da Fratelli d’Italia. «Ci vuole un bel coraggio a parlare di “sanità verso il fallimento” da parte di quel Movimento 5 Stelle che, quando era al governo con il Pd, teneva il Fondo sanitario nazionale fermo a 114 miliardi di euro e sprecava le risorse dell’emergenza sanitaria tra banchi a rotelle, mascherine fantasma e primule», ribatte Ignazio Zullo, capogruppo di FdI in Commissione Sanità. Che puntualizza: «Con la manovra 2027 il governo Meloni destina 5 miliardi di euro in più alla salute, portando il Fondo sanitario nazionale al livello più alto della storia d’Italia: 146,3 miliardi di euro, quasi 32 miliardi in più rispetto a quando governavano i 5 Stelle». «La quinta legge di bilancio del governo Meloni», precisa il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami, «procede «tagliando le tasse» e «valorizzando il personale medico e aiutando gli anziani più fragili nelle spese per le cure».

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La senatrice Paola Mancini ricorda i nuovi interventi di welfare. La platea di anziani interessati è superiore ai 5,5 milioni di persone. E varrà complessivamente 1,6 miliardi. Interventi di sostegno per gli over 75 anni (come i voucher di 300 euro per chi ha un reddito fino a 28mila). Soldi in più da spendere per farmaci e visite specialistiche non coperti dal Servizio sanitario nazionale. Quanto ai ventilati tagli al personale della scuola il capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio replica a Conte e ai grillini, Galeazzo Bignami. Senza argomenti per criticare la manovra, dice, «la sinistra li inventa. Così è, ad esempio, sull’asserito taglio di 7.000 docenti». Che ricostruisce anni di gestione dem e M5s. «La sinistra dovrebbe ben sapere di cosa si parla, visto che è uno degli impegni assunti dai loro governi con la Ue in sede di approvazione di Pnrr. E che la cosa non avrebbe dovuto generare scandalo lo si deve al fatto che non si parla di tagli di cattedre. Infatti, a fronte di un calo dell’1,5% di studenti si avrà una copertura del turn over del 99,5%». Insomma, nessuna riduzione, soltanto l’applicazione di un principio elementare «tra l’altro deciso dalla stessa sinistra», replica Bignami. E qui torna sotto osservazione il “disastro” Superbonus. «Soldi degli italiani “gratuitamente” usati da Conte per distruggere i conti pubblici». Tutti i cantieri del Superbonus 110% - stando a conteggi di Enea e ministero dell’Economia aggiornati al 30 giugno - rappresentano un «onere fiscale complessivo di circa 131,5 miliardi di euro per lo Stato», a fronte di circa 125 miliardi di euro di lavori effettivi su poco più di 500mila immobili. Proprio per tentare di “diluire” questo costo monster lasciato in eredità da Conte e compagni, la manovra 2027 interviene sulle compensazioni spalmando «la ripartizione in 10 rate annuali di pari importo» che altrimenti «sarebbero state utilizzabili in compensazione nel 2027». Le compensazioni previste per il 2027 ammontano a crediti d’imposta «stimati in oltre 20,5 miliardi». Nel 2027 verranno così autorizzati rimborsi fiscali per 2.053,7 miliardi, mentre gli «altri 18,4833 miliardi saranno ripartiti dal 2028 al 2036». Ma Conte sul “buco” lasciato nei conti dal Superconus si guarda bene dall’intervenire.